A ogni epoca il suo genere: benvenuti nell’era della fantascienza, intesa come space opera, ma anche, più in generale, come distopia, distorsione del nostro futuro e riflessione sul presente, in chiave autoriale, young adult o serenamente pop. Un impero del possibile (e spesso del probabile) che esaminiamo attraverso i 25 titoli più interessanti in arrivo fino al 2016, concentrandoci questa volta sul genere nella sua accezione più pura. Tra classici immortali e mai passati di moda, franchise storici recuperati dopo decenni o in piena resurrezione e possibili nuovi cult. Buon viaggio, verso l’ignoto e oltre.
1. APES REVOLUTION – IL PIANETA DELLE SCIMMIE
Il futuro della fantascienza è qui. Qualcuno potrebbe chiedersi, perplesso: nel secondo prequel di un film del 1968? Cosa c’è di sconvolgente nell’aggiornare le tematiche e la filosofia, oltre che l’estetica, di un immaginario vecchio di 45 anni? Meglio andare con ordine. La storia di Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie riprende qualche anno dopo la diffusione del virus che ha decimato il genere umano e ha innalzato le facoltà intellettive di un agguerrito manipolo di scimmie, una manciata di anni dopo le prime parole del nuovo Re dei primati: «Cesare è a casa». Cesare è ora a capo delle migliaia di orangutan, scimpanzé e simili che si sono affrancati dall’uomo e ne stanno testimoniando la scomparsa. È cresciuto, ha una compagna, un figlio adolescente e una figlia neonata. Ma non riesce ancora a recidere gli ultimi legami affettivi con gli ex aguzzini, in memoria di Will, l’umano che lo ha cresciuto come un figlio. Continua il graduale avvicinamento, iniziato nel 2011 da L’alba del pianeta delle scimmie, verso gli eventi che porteranno la Terra sotto il dominio incontrastato dei nostri evoluti progenitori, come raccontato nel cult anni 60 diretto da Franklin J. Schaffner, interpretato da Charlton Heston, tratto dall’omonimo romanzo di Pierre Boulle (celebre anche per Il ponte sul fiume Kwai) e rifatto malamente da Tim Burton nel 2001. E ci sono svariati motivi per aspettarsi ottime cose da Apes Revolution. Come un cast umano rinnovato, con Gary Oldman nei panni del leader dei pochi uomini sopravvissuti. E poi il ritorno del mattatore assoluto del film precedente. Non ce ne vogliano James Franco e la splendida Freida Pinto, ma stiamo parlando di Andy Serkis, il maestro della performance capture. L’uomo che in pochi hanno visto in faccia sul grande schermo, ma che negli ultimi 20 anni ha regalato corpo, movimenti, espressione e voce ad alcuni dei personaggi simbolo del fantasy e della fantascienza, da Gollum al King Kong di Peter Jackson, fino a Cesare. Infine l’avvicendamento dietro la macchina da presa, con l’esperto di mostri grossi Matt Reeves (Cloverfield) a prendere in mano le redini. Il regista e Serkis, in combutta, hanno messo insieme, a detta di quest’ultimo, «il film che, probabilmente, fa l’uso più ambizioso della performance capture. Più di Avatar, più della trilogia de Lo Hobbit, più di chiunque altro. Questo perché abbiamo dovuto girare nelle location più disparate e nelle circostanze più complicate». […]
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Un piccolo indizio arriva dalla photogallery che trovate di seguito
