Si è svolto ieri in tutta Italia lo sciopero contro i tagli alla cultura organizzato da attori e lavoratori del mondo dello spettacolo. Tra i promotori della protesta, che ha avuto il suo epicentro nell’incontro svoltosi a Roma presso il Cinema Adriano, l’associazione 100autori, per cui ha parlato Andrea Purgatori, esponente di punta del movimento: «Senza regole non c’è mercato» ha detto lo sceneggiatore «e dunque chiediamo una legge di sistema, la tassa di scopo che faccia pagare i network che si arricchiscono, un Centro per il cinema che gestisca il settore come in Francia. E una diversa gestione del diritto d’autore, un’arma politica da usare». Tra i temi più sentiti, quello del rinnovo degli sgravi fiscali per chi investe nel cinema: «Abbiamo bisogno di risposte concrete» ha sottolineato Giulio Scarpati, presidente del Sindacato attori; «la Commissione cultura all’unanimità ha approvato il tax credit per gli spettacoli dal vivo, basterebbe presentarlo nel decreto Mille proroghe di fine anno». L’attore ha poi messo l’accento sul problema della delocalizzazione di cinema e fiction: «In sei mesi, su 220 settimane lavorative, appena 60 sono state fatte in Italia, il resto all’estero. Sono iva che non tornano allo Stato e mancati contributi per i lavoratori». Si è fatto sentire anche il commento del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi: «Non posso non comprendere le ragioni della protesta che, nonostante certe strumentalizzazioni politiche, pone problemi reali». Tra gli effetti concreti dello sciopero, la sospensione di alcune produzioni in lavorazione tra cui Manuale d’amore 3, Habemus Papam, Natale in Sud Africa e Medico in famiglia 7.

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