«Qualcuno si sognerebbe mai di dire a un giovane artista di buttare via tela e pennelli perché gli iPad sono più pratici e pesano di meno?». È in questa domanda provocatoria che si racchiude il cuore del pensiero di Martin Scorsese sulla questione pellicola vs digitale. Siamo in un’era in cui l’alta definizione, il 3D, il 4K e l’IMAX offrono un’esperienza di visione futuristica, impensabile sino a qualche anno fa, eppure la creme di Hollywood si ostina a non voler mettersi il passato alle spalle.

Nei giorni scorsi, Christopher Nolan, Quentin Tarantino e J.J. Abrams hanno fatto pressione ai principali Studios cinematografici – tra cui Warner, Paramount, Universal e Walt Disney – perché firmassero un accordo con Kodak Film, in modo da finanziare la compagnia americana (mai così in calo in termini di guadagni come nel 2014) nella produzione di film in pellicola. Ora anche il nome di Scorsese si è aggiunto ai fedeli del metodo old school, e il grande cineasta ha spiegato il suo punto di vista in una lettera scritta da lui stesso, obiettiva nel non condannare in toto il digitale: «I suoi vantaggi sono numerosi: le telecamere sono meno pesanti, è più facile girare di notte, e i mezzi a disposizione di noi registi per modificare l’immagine si allargano a dismisura (il suo The Wolf of Wall Street è stato girato in digitale, per esempio, ndr)». MA: «I film sono anzitutto una forma d’arte, ed è giusto che i giovani talenti che vogliono cimentarsi con la nostra professione abbiano accesso agli strumenti base. Tutto quello che facciamo con l’HD è un tentativo di ricreare la qualità dell’immagine su pellicola, che anche oggi offre una gamma di colori più ricca e rimane il modo migliore (e già sperimentato) per conservare i film».

E in merito all’accordo di cui parlavamo sopra: «La nostra industria non può permettersi di perdere Kodak così come ha perso molte altre compagnie in passato. Questa è un’ottima notizia, un passo avanti per preservare il cinema, la forma d’arte che tanto amiamo».

Per un ulteriore approfondimento sul tema, leggi anche il post “Cinema digitale: Keanu Reeves fa il punto” sul blog di Luca Maragno

Fonte: firstshowing.net

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