In un momento di massima proliferazione delle commedie italiane, Scusate se esisto è tra le più riuscite degli ultimi anni. Si ride parecchio (cosa non scontata) ci si appassiona al personaggio e si riflette.
Quello che Milani e la Cortellesi (anche sceneggiatrice del film) portano in scena è un affresco della realtà lavorativa italiana, e delle sue derive maschiliste.

Serena Bruno (Paola Cortellesi) è un brillante architetto di Anversa (quella in Abruzzo, non in Belgio) che dopo vari master in giro per il mondo e un lavoro di responsabilità a Londra, decide di tornare nella tanto amata Italia. Ma nel bel paese titoli e competenze contano poco e Serena si ritrova a barcamenarsi tra mille lavoretti. Grazie ad uno di questi (cameriera in un ristorante) incontra il bel Francesco (Raul Bova) del quale si innamora a prima vista. Francesco è perfetto, bello, dolce, sensibile, gentile, praticamente il compagno ideale, con il solo “difetto” di essere gay.
Ben presto i due saranno i protagonisti di una atipica storia d’amore che li renderà complici nel mantenere le loro false identità: Francesco fingerà di essere etero e Serena Bruno, fingerà di essere un uomo (Bruno Serena) pur di ottenere il lavoro di riqualificazione del Corviale, un enorme palazzo nella periferia romana.

Scusate se esisto, lasciando da parte le pretese del film d’autore, e cadendo a tratti nella morale buonista e demagogica, rimane un esempio brillante del tentativo di sdrammatizzare le ingiustizie e ipocrisie del mondo del lavoro (fantastica Lunetta Savino nell’interpretare l’assistente devota che da più di 30 anni vive all’ombra del suo capo, pur essendo lei la mente pensante dello studio).

La nona edizione del Global Gender Gap Report ha confermato l’Italia fanalino di coda d’Europa e l’opera di Riccardo Milani si inserisce in questa cornice; ma il film sdrammatizza e calca la mano su scenette surreali che contribuiscono a mantenere il ritmo buffo della commedia e non appesantiscono lo spettatore.

La Cortellesi si conferma una donna dal multiforme ingegno e dai più variegati talenti. Anni fa ironizzava sulla figura femminile grazie alle sue Wooden Chicks ora si fa portavoce delle donne di talento decise a mostrare le proprie capacità e prendersi riconoscenze e gratificazioni che meritano. Non a caso, il progetto Corviale esiste davvero. Ed è di una donna.

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