«Se fosse di un regista famoso, sarebbe già cult»: il web sta riscoprendo questo film del 2008
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«Se fosse di un regista famoso, sarebbe già cult»: il web sta riscoprendo questo film del 2008

Una storia ai margini, di sofferenza e solitudine, che riesce a comunicare molto con pochissimo

«Se fosse di un regista famoso, sarebbe già cult»: il web sta riscoprendo questo film del 2008

Una storia ai margini, di sofferenza e solitudine, che riesce a comunicare molto con pochissimo

Il film Wendy and Lucy con Michelle Williams

Al cinema, c’è chi preferisce una storia avvincente, con azione, colpi di scena e grandiosi effetti speciali, e chi invece sceglie storie intime, quotidiane, che ruotano attorno all’evoluzione dei personaggi e alle emozioni. Film che coinvolgono in maniera più sottile e silenziosa, che evocano atmosfere, ricordi, reazioni interiori, e chiedono allo spettatore di mettersi in ascolto e porsi nuove domande.

Pellicole come queste, in genere, hanno meno successo al box office e purtroppo spesso vengono soffocate da prodotti per l’intrattenimento più richiesti dal grande pubblico, a meno che non abbiano dietro la cinepresa un grande nome. Ma per chi è in grado di scavare abbastanza, ci sono davvero centinaia di perle minimaliste da recuperare.

Un esempio perfetto è il film Wendy and Lucy di Kelly Reichardt, uscito al cinema nel 2008 e ispirato al racconto Train Choir di Jon Raymond, che lo ha adattato per il cinema a quattro mani con la regista. Presentato nella sezione Un Certain Regard del 61º Festival di Cannes, vede Michelle Williams nei panni di Wendy Carroll, una giovane donna che è in viaggio verso l’Alaska, dove spera di trovare lavoro. Lungo la strada, l’auto su cui lei e il suo cane Lucy stanno viaggiando si rompe, ma Wendy non ha denaro per farla riparare, né per acquistare cibo e provviste. Decide quindi di lasciare Lucy legata fuori da un supermercato mentre cerca di rubare del cibo per cani per lei. Tuttavia, viene scoperta e portata alla centrale di polizia. Al suo ritorno, Lucy è scomparsa: per Wendy inizia quindi un lungo viaggio per ritrovare la sua compagna di vita.

Una storia molto semplice, dunque, ma in grado di arrivare direttamente al cuore grazie a tematiche forti come la solitudine, la resistenza e l’affetto profondo per un animale. A colpire critica e pubblico è stata soprattutto la performance di Michelle Williams, definita «straziante»«una rappresentazione senza tempo della difficoltà della solitudine». Secondo gli spettatori, si tratta di un film potente e commovente, che «riesce a comunicare molto con pochissimo» e che ci ricorda che «c’è sempre speranza, ci sarà sempre qualcuno a tenderci la mano».

Insomma, chi ha avuto la fortuna di vederlo non ha dubbi: se fosse di un regista famoso, Wendy and Lucy avrebbe avuto molto più successo. D’altra parte, il suo charme sta innegabilmente nelle qualità indie di Kelly Reichardt come filmmaker: la dimostrazione che, a volte, le storie più semplici sono anche quelle più efficaci.

Fonte: Collider

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