Negli ultimi anni, il genere fantasy ha vissuto una vera e propria rinascita sul piccolo schermo. Da fenomeni globali come Il Trono di Spade a cult amati da generazioni e sul punto di tornare con nuovi revival come Buffy l’ammazzavampiri, passando per adattamenti recenti come The Witcher, le storie di vampiri, streghe e creature sovrannaturali continuano a conquistare pubblico e critica. Ma tra tutte queste serie, ce n’è una che meriterebbe molta più attenzione di quella che riceve. Un piccolo gioiello che unisce il fantasy al mockumentary, l’horror alla commedia demenziale, e che riesce a essere allo stesso tempo una parodia brillante e un omaggio affettuoso al mondo delle tenebre.
Stiamo parlando di What We Do in the Shadows, la serie tv tratta dall’omonimo film cult diretto da Taika Waititi e Jemaine Clement. Andata in onda per la prima volta nel 2019, la serie ha già all’attivo sei stagioni e si è conquistata una nicchia di fan appassionati, ma resta ancora troppo spesso fuori dai radar del grande pubblico. Ambientata a Staten Island, New York, la serie segue le (dis)avventure quotidiane di un gruppo di vampiri che vive insieme in una villa decadente: Nandor l’Implacabile, antico guerriero ottomano con la mania dell’ordine; Laszlo e Nadja, una coppia di aristocratici dell’Europa dell’Est perennemente in lotta tra loro e col mondo moderno; Colin Robinson, un vampiro “energetico” che si nutre annoiando le persone; e Guillermo, il famiglio umano di Nandor, devoto e frustrato, che sogna di diventare un vampiro a sua volta.
Girata in stile mockumentary, con interviste ai personaggi e riprese da “camera a spalla”, la serie trasforma il gotico in un’esilarante routine quotidiana, mescolando gag surreali a trovate narrative intelligenti. Non mancano riferimenti al folklore vampirico classico, ma anche tante invenzioni originali che rileggono con ironia la tradizione: i protagonisti partecipano a consigli vampirici, si confrontano con licantropi, fantasmi e cacciatori, o tentano (maldestramente) di integrarsi nel mondo umano.
Uno degli elementi più riusciti è proprio l’equilibrio tra assurdità e coerenza interna: What We Do in the Shadows è sì una commedia sfrenata, ma costruita su una mitologia ben definita, in cui i vampiri seguono regole precise e affrontano dilemmi immortali… con esiti esilaranti. A tutto questo si aggiunge un cast perfettamente in parte e una scrittura brillante, capace di rinnovarsi stagione dopo stagione senza perdere smalto.
Per chi ama il fantasy ma cerca qualcosa di diverso dai soliti toni epici o melodrammatici, What We Do in the Shadows è una perla da recuperare. Una serie che non si prende mai troppo sul serio, ma che riesce a dire molto, anche sul vivere insieme, sull’amicizia e sulla fatica di adattarsi a un mondo che cambia… pure da vampiri.
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