Con l’universo creato da George R.R. Martin che continua ad alternare spin-off e pause produttive, il desiderio di una saga fantasy adulta, politicamente complessa e visivamente ambiziosa resta forte. Intrighi di potere, alleanze fragili, guerre sanguinose e personaggi femminili dominanti: sono questi gli elementi che hanno definito un’epoca televisiva. Eppure, esiste una serie che — pur non avendo mai raggiunto la stessa popolarità — incarna sorprendentemente quello stesso spirito.
Parliamo di Britannia, drama storico-fantasy ambientato nel 43 d.C., durante l’invasione romana della Britannia. Creata da Tom e Jez Butterworth, la serie mette in scena lo scontro tra l’esercito romano guidato dal generale Aulus Plautius e le tribù celtiche, fortemente influenzate dal potere mistico dei Druidi. Non si tratta solo di una guerra tra eserciti, ma di un conflitto ideologico e spirituale, dove superstizione, fede e ambizione politica si intrecciano costantemente.
Al centro della prima stagione troviamo Kerra, interpretata da Kelly Reilly. Prima di diventare l’iconica e divisiva Beth Dutton in Yellowstone, l’attrice aveva già dimostrato in questa serie un carisma fuori dal comune. Kerra è una principessa guerriera, figlia del re dei Cantii, costretta a muoversi in un mondo dominato da uomini, rituali arcaici e decisioni politiche spietate. Determinata a proteggere il proprio popolo dall’avanzata romana, sfida apertamente l’autorità paterna e mette in discussione l’influenza dei Druidi, accusandoli di manipolare la volontà degli dei.
Uno degli aspetti più interessanti di Britannia è il suo tono. Se da un lato richiama la coralità e la brutalità di Game of Thrones, dall’altro abbraccia un’estetica più visionaria e quasi allucinata. Il soprannaturale non è solo un elemento decorativo, ma parte integrante della narrazione: i Druidi, in particolare, rappresentano una forza enigmatica e inquietante, capace di influenzare gli equilibri politici tanto quanto le armi.
Kelly Reilly offre una performance intensa e stratificata, capace di restare ancorata all’emotività del personaggio anche nei momenti più sopra le righe. Kerra non è solo una guerriera, ma una donna segnata da un passato doloroso e da un conflitto interiore profondo, divisa tra razionalità e fede, vendetta e responsabilità.
Con tre stagioni all’attivo e un’accoglienza critica molto positiva, Britannia resta una gemma semi-nascosta del panorama fantasy televisivo. Per chi sente la mancanza di un racconto epico adulto, pieno di sangue, potere e misticismo, potrebbe essere l’alternativa ideale in attesa del prossimo grande fenomeno.
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