Occorre una certa dose di consapevolezza, da parte di un filmmaker, per realizzare un’opera che aderisca completamente a un determinato genere narrativo, ma che allo stesso tempo risulti originale e persino rivoluzionaria. L’ombra della paura, uscito nel 2016, è uno dei film che sono riusciti in questo intento, come testimoniano le centinaia di recensioni entusiaste della critica, che lo ha definito «un futuro classico dell’horror».
Il lungometraggio segna il debutto dietro la macchina da presa del regista britannico di origini iraniane Babak Anvari, che in seguito ha diretto Wounds, con Armie Hammer e Dakota Johnson, e I Came By con George MacKay e Hugh Bonneville.
Una reinterpretazione geniale dei canoni dell’horror, è ambientato negli anni Ottanta durante i conflitti post-rivoluzionari di Tehran. La protagonista è una donna di nome Shideh, alla quale è stato impedito di proseguire gli studi in medicina e che deve occuparsi della figlia Dorsa dopo che il marito è stato inviato al servizio militare. Un giorno, una bomba centra il palazzo dove vivono, rimanendo fortunatamente inesplosa, ma aprendo una grossa crepa nel soffitto del loro appartamento. Gli inquilini del palazzo iniziano ad andarsene, diffondendo la superstizione che le bombe siano maledette e che portino con loro degli spiriti malvagi. Presto, iniziano a verificarsi degli strani eventi, e Shideh si convince che una forza soprannaturale abbia posseduto la figlia.
La particolarità di questo film, come evidenziato dalla critica, è la capacità di rispettare totalmente le convenzioni del genere (compresi jumpscare, porte che sbattono e presenze inquietanti), ma allo stesso tempo di infondere la storia di una potente metafora nascosta, che riflette sulla condizione delle donne iraniane durante la guerra. Ad esempio, il film è ambientato quasi interamente nell’appartamento delle due protagoniste, e come sottolinea il critico Eric Kohn: «descrive in maniera intelligente le emozioni che scaturiscono da un mondo basato sulle restrizioni e dalla terrificante eventualità che sia impossibile scappare».
La pellicola, che è stata selezionata anche come Miglior film straniero per gli Oscar del 2017 (senza tuttavia riuscire a ottenere la nomination), è stata apprezzata molto anche dagli spettatori. Online, ad esempio, si legge: «Un esempio perfetto di film ben scritto e ben diretto. Particolarmente degni di nota gli attori, gli effetti speciali, il sound design e le scenografie. Guardatelo in una notte fredda e da soli, vi farà di sicuro venire i brividi. La sua genialità sta nel fatto che, per il pubblico casuale, è soltanto un horror spaventoso, ma per chi si sofferma sui significati nascosti, ci sono metafore e messaggi che lo rendono molto di più».
In Italia, L’ombra della paura è disponibile su Netflix.
Fonte: The Mirror
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