«Sembra un film americano. Ma è girato a Bolzano»: quest’opera del 2021 è unica nel suo genere
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«Sembra un film americano. Ma è girato a Bolzano»: quest’opera del 2021 è unica nel suo genere

Una storia contemporanea che parla di fragilità e ricerca della propria identità attraverso il linguaggio dei più giovani

«Sembra un film americano. Ma è girato a Bolzano»: quest’opera del 2021 è unica nel suo genere

Una storia contemporanea che parla di fragilità e ricerca della propria identità attraverso il linguaggio dei più giovani

Il film Lovely Boy, diretto da Francesco Lettieri

Quando si pensa al cinema, di solito la mente corre subito ai grandi capolavori di Hollywood. Ormai da decenni, il cinema americano occupa onnipresente l’immaginario degli spettatori con le sue star, i grandi registi, i budget stellari e gli imponenti set, oggi spesso sostituiti da effetti speciali sempre più all’avanguardia. Eppure, anche se sicuramente meno noti a livello globale, ci sono film che quanto a qualità e ambizione possono ancora rivaleggiare con le grandi produzioni hollywoodiane, proponendo punti di vista e suggestioni artistiche originali.

In Italia gli esempi sono moltissimi, ma un’opera recente, che ha colpito gli spettatori in questo senso, è Lovely Boy, diretto da Francesco Lettieri. Presentato in anteprima mondiale nel settembre 2021 alle Giornate degli autori della 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film è ambientato in un mondo – quello della musica trap – che l’autore conosce come le sue tasche, essendo stato regista di numerosi videoclip per artisti come Calcutta, Thegiornalisti e Noyz Narcos.

Il protagonista è Nic, in arte Lovely Boy (Andrea Carpenzano), un giovanissimo astro nascente della scena musicale romana. Coperto di tatuaggi e pronto a sfoggiare il suo talento, il ragazzo fonda un duo artistico chiamato XXG insieme all’amico Borneo. Il successo per i due è dietro l’angolo, ma Nic precipita presto in una spirale di autodistruzione, lasciandosi trascinare da eventi che lo porteranno quasi al punto di rottura. Per salvarsi, ricorre a una comunità di recupero sulle Dolomiti: lontano dal rumore della Capitale, cercherà di ritrovare sé stesso e di scendere a patti con quella grande solitudine che si porta dentro.

L’opera parla al pubblico dei più giovani, raccontando l’ascesa e la caduta di un ragazzo attraverso il loro linguaggio, quello del genere musicale preferito della Gen Z e quello delle tentazioni, delle trasgressioni. Una storia di formazione moderna che ruota attorno alla duplice natura del protagonista: da una parte Nic, ragazzo solitario e taciturno, in cerca del suo posto nel mondo; dall’altra l’alter ego Lovely Boy, tatuato, appariscente, arrogante e proiettato verso il successo. Per trovare il suo “vero sé”, nel faticoso percorso umano che è la crescita, il protagonista si lascia andare agli eccessi della droga e dei festini, fino a perdersi completamente. 

Una storia contemporanea che parla di umanità, di fragilità, di resistenza e di recupero dei rapporti umani. A impreziosire la narrazione, rendendo il film coinvolgente e originale, è da una parte la scelta di alternare i due piani temporali – quello ambientato a Roma nel lusso della scena musicale e quello più intimo della comunità di recupero -, dall’altra le sequenze che ci portano nella mente di Lovely Boy. Il risultato è un racconto che dimostra come, grazie all’amore, al dialogo e alla comunità, sia possibile prendere in mano la propria vita e darle una direzione differente.

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