Lo sappiamo tutti quanti fin da bambini: gli eroi non muoiono mai. Ma nemmeno vanno in pensione, specie se si chiamano Tom Cruise/Ethan Hunt, costretto a rinunciare ai suoi propositi di ritirarsi insieme alla sua Julia (Michelle Monaghan), esplicitati in Mission: Impossibile III, per tornare a vestire i panni dell’agente più pirotecnico del mondo, pronto a infiltrarsi, sparare, fuggire e ovviamente scalare (come sempre senza controfigure) grattacieli come quello di Burj Khalifa a Dubai, per contrastare un piano terrorista con tanto di bomba atomica sul punto di esplodere. Insomma, Mission: Impossible è tornato. E sono tornati tutti gli ingredienti che fanno la forza della saga: adrenalina, spionaggio, tradimenti, corse contro il tempo, donne conturbanti, paranoia, inseguimenti, tecnologia d’avanguardia ed esplosioni incredibili. Come quella del Cremlino che dà il via alle vicende di questo quarto capitolo, in cui Ethan dovrà lavorare insieme a un team di soli altri tre componenti che non ha nemmeno scelto per sventare una fitta trama terroristica. Il perché di tale isolamento e scarsità di mezzi è presto detto: i nemici si sono fatti sempre più scaltri e sono riusciti a far credere che l’IMF stessa (l’agenzia in cui opera Hunt) sia coinvolta in un complotto terroristico internazionale, costringendo il governo americano a renderla inoperativa. Ultima risorsa per Hunt e compagni il “protocollo fantasma”, secondo il quale gli agenti sono rimossi dalle loro cariche formali e agiscono per conto loro, privi di copertura e costretti in caso di fallimento della missione a fronteggiare l’accusa di alto tradimento.

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