Se sentiste di una serie la cui sinossi recita quanto segue, probabilmente vi verrebbero subito alla mente i Guardiani della Galassia di casa Marvel:
In una remota zona dello spazio profondo, un gruppo di reietti sgangherati si unisce per difendere la galassia da un regime oppressivo e totalitario. Tra loro ci sono un uomo irriverente strappato dal suo pianeta natale, una guerriera militare di cui è innamorato (e il sentimento è reciproco), un alieno bizzarro con poteri curativi, un bruto muscoloso ma dal cuore d’oro, e un ragazzino apparentemente egoista ma profondamente leale.
Eppure, non si tratta della simpatica ciurma di disadattati guidati da Starlord, ma bensì dei protagonisti della serie Tv Farscape. Prodotta dalla Jim Henson Company e trasmessa dal 1999 al 2003 sul canale SyFy (allora Sci-Fi Channel), Farscape non è mai diventata un fenomeno di massa come Star Trek o Battlestar Galactica, riuscendo tuttavia a conquistare un seguito di fan fedeli e appassionati.
Tra questi fan c’è nientemeno che James Gunn, che quando ha diretto e co-scritto nel 2014 il primo capitolo de Guardiani della Galassia per i Marvel Studios, ha tratto ispirazione proprio da quella serie creata da Rockne S. O’Bannon. Sebbene in passato sia stato riservato nel citare apertamente le sue influenze, nel 2017 Gunn ha condiviso su Twitter senza mezzi termini: “La gente mi chiede sempre da quali film traggo ispirazione. Di solito la risposta è no. Nel caso di Farscape è sicuramente sì.”
I Guardiani di Gunn sono sicuramente tra i personaggi più amati dell’universo Marvel, e non è un caso. Le loro avventure coniugano space opera, fumetto e ironia in modo brillante, esattamente come faatto a suo tempo da Farscape. Inoltre, sia Farscape che i Guardiani si fondano su un gruppo di personaggi basati su archetipi molto simili.
Abbiamo l’astronauta John Crichton (Ben Browder), la pacificatrice Aeryn Sun (Claudia Black), l’enigmatica Pa’u Zotoh Zhaan (Virginia Hey), il guerriero Luxan Ka D’Argo (Anthony Simcoe) e il tiranno Dominar Rygel XVI (doppiato da Jonathan Hardy); i quali sembrano condividere più di un’aspetto con i vari membri della banda Marvel. Entrambe le squadre si arricchiranno poi di nuovi personaggi nel corso della narrazione, ma è chiaro che Gunn ha voluto richiamare proprio quel mix di personalità che aveva amato in Farscape.
Il vero punto di forza di entrambe le opere è il modo in cui sovvertono i toni classici della space opera e dei cinecomic. Se Star Wars è avventuroso e Star Trek più cerebrale e allegorico, e se i film Marvel hanno sempre puntato sull’ironia e il sarcasmo, Farscape e i Guardiani aggiungono un ingrediente unico: sono tutti personaggi che, quando serve, confondono amici e nemici con un’irriverenza tagliente fatta di riferimenti culturali e gag completamente fuori contesto. Un esempio? John Crichton che cita ossessivamente la cultura pop americana, o Star-Lord che sfida Ronan l’Accusatore a un ballo per decidere le sorti della galassia.
Questa miscela è la “salsa segreta” che regala tanto alla serie quanto alla trilogia Marvel un tono fresco e vincente che rende l’esperienza più coinvolgente per noi spettatori “terrestri”, sottolineando lo choc culturale tra il nostro mondo e quello alieno in cui si muovono i protagonisti. Non è infatti un caso che le colonne sonore dei Guardiani siano diventate hit planetarie: le canzoni classiche risuonano ancor più forti e nostalgiche in un contesto cosmico caratterizzato da interminabili spazi e silenzi.
Certo, Farscape e i Guardiani della Galassia non sono la stessa cosa, ma quando un artista rende omaggio a una fonte d’ispirazione amata, il risultato può essere straordinario. Se amate i Guardiani della Galassia, non puoi perdervi Farscape. Forse troverete meno hit pop, ma scoprirete un’incredibile artigianalità nei makeup e animatronics firmati Jim Henson Creature Shop, personaggi memorabili e una scrittura audace e appassionata.
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Fonte: Slashfilm
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