The Wild Wild West, la serie western sci-fi considerata troppo violenta per la TV
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«Era la serie più violenta della TV»: il western sci-fi che gli anni ’60 non erano pronti ad accettare

Tra spionaggio, Far West e fantascienza, questo titolo fu cancellato troppo presto ma anticipò un immaginario diventato molto più influente

«Era la serie più violenta della TV»: il western sci-fi che gli anni ’60 non erano pronti ad accettare

Tra spionaggio, Far West e fantascienza, questo titolo fu cancellato troppo presto ma anticipò un immaginario diventato molto più influente

Selvaggio West serie western sci-fi più violenta anni '60

Negli anni Sessanta, la televisione americana era dominata dai western; sostanzialmente, il genere occupava una parte enorme della programmazione, spesso con racconti d’avventura tradizionali, eroi riconoscibili e una morale rassicurante. In questo panorama, però, era destinata a comparire una serie dall’approccio completamente diverso: Selvaggio West (The Wild Wild West), un titolo capace di mescolare Far West, spionaggio, fantascienza e umorismo in un modo che la TV dell’epoca non era ancora pronta ad accettare.

Creata dal produttore Michael Garrison e trasmessa a partire dal 1965, la serie segue le missioni dell’agente dei Servizi Segreti Jim West, interpretato da Robert Conrad, e dell’inventore Artemus Gordon, interpretato da Ross Martin. I due viaggiano a bordo di un lussuoso treno e si ritrovano ad affrontare criminali eccentrici, complotti surreali, invenzioni improbabili e minacce dai toni spesso fantascientifici.

L’idea di partenza era già molto particolare: unire la moda delle spy story della Guerra Fredda con l’immaginario del western classici: ne è fuoriuscita una sorta di “James Bond a cavallo“, ambientato in una frontiera americana piena di gadget, travestimenti, pseudoscienza e villain sopra le righe. Oggi potremmo definirla senza troppi dubbi una serie steampunk o Weird West, ma negli anni Sessanta un immaginario del genere era ancora difficile da incasellare.

Proprio questa libertà creativa rese Selvaggio West una serie diversa da molte altre produzioni western del periodo. Mentre titoli come Gunsmoke o Have Gun, Will Travel proponevano avventure più lineari e rassicuranti, la serie di Garrison trasformava il West in un territorio quasi da fumetto, dove tecnologia impossibile e atmosfere pulp convivevano con duelli, saloon e missioni governative.

Il problema, però, fu la sua fama di serie eccessivamente violenta. Le risse di Jim West, i combattimenti corpo a corpo, le mosse acrobatiche e l’uso di strumenti di tortura come seghe circolari o macchine da supplizio apparivano particolarmente forti per la televisione dell’epoca. In un contesto storico segnato dalla guerra in Vietnam, dalle tensioni sociali e dagli assassinii di Martin Luther King Jr. e Robert F. Kennedy, il dibattito sulla violenza in TV diventò sempre più acceso.

Nel 1968, l’attenzione delle istituzioni americane si concentrò anche sui programmi di prima serata, e Selvaggio West finì sotto osservazione. Le sue scene d’azione vennero considerate eccessive, anche quando erano inserite in un contesto avventuroso, ironico e dichiaratamente spettacolare. CBS provò allora ad ammorbidire la serie, riducendo l’uso delle armi e limitando le sequenze più aggressive, ma le polemiche continuarono.

Uno degli episodi più discussi fu The Night of the Egyptian Queen, dell’ultima stagione, in cui una rissa da saloon particolarmente fisica e improvvisata finì per violare le nuove linee guida interne sulla sicurezza. Da quel momento, ai registi venne chiesto di non girare atti violenti senza autorizzazione preventiva, perfino quando si trattava di schiaffi, pistole puntate o azioni aggiunte sul momento dagli attori.

Nonostante i tentativi di renderla meno estrema, Selvaggio West venne cancellata nel 1969, dopo quattro stagioni. La sua chiusura fu legata anche al clima politico e culturale dell’epoca, in cui la televisione veniva accusata di contribuire alla normalizzazione della violenza. Eppure, vista oggi, la serie appare molto meno realistica di quanto i suoi critici sostenessero: il suo mondo era dichiaratamente artificiale, pulp, colorato e fantastico.

È proprio questo l’aspetto che oggi la rende così interessante. Selvaggio West ha anticipato molte idee che sarebbero diventate familiari solo anni dopo: il Far West contaminato dalla fantascienza, la tecnologia retrofuturistica, i cattivi eccentrici, le invenzioni impossibili e la frontiera trasformata in un laboratorio di racconti bizzarri. Prima che il termine steampunk entrasse nell’uso comune, la serie ne incarnava già molte caratteristiche.

Nel tempo, il titolo ha continuato a vivere attraverso repliche, romanzi, fumetti, due film per la TV e l’adattamento cinematografico del 1999 con Will Smith. Anche se il film non ha avuto la stessa fortuna della serie originale, Selvaggio West è stato progressivamente rivalutato come uno dei primi e più importanti esperimenti di western fantascientifico televisivo.

Oggi, quella che un tempo veniva considerata “la serie più violenta della TV” appare soprattutto come un prodotto troppo avanti per il proprio tempo. Selvaggio West fu cancellata perché gli anni Sessanta non erano pronti ad accettarla fino in fondo, ma il suo mix di azione, spy story, retrofuturismo e avventura da fumetto continua a renderla uno dei cult più curiosi e influenti della televisione americana.

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