Brutta esperienza per Shailene Woodley: quella che è iniziata come una protesta pacifica è finita in un arresto, ripreso live su Facebook. Tutto nasce dal progetto relativo alla costruzione del Dakota Access, un oleodotto che ha creato non poco malcontento tra i nativi americani. Lungo 1.886 chilometri, con una capacità di oltre 500mila barili al giorno, dovrebbe attraversare il fiume Missouri un chilometro a nord delle terre di una tribù di Sioux locale, gli Standing Rock. E con il fiume bloccato dai lavori (dal costo vicino ai 4 miliardi di dollari), agli abitanti della riserva verrebbe negata una fonte di sostentamento fondamentale.

Poiché la richiesta di fermare la costruzione era già stata bocciata dalla corte d’appello, si è ricorso alla protesta a cui ha partecipato anche Shailene, riprendendo tutto su Facebook. Alla fine del movimento, però, la polizia ha arrestato la star di Divergent con l’accusa di sommossa e sconfinamento, non impedendole però di riprendere quanto stava accadendo. «Mi hanno afferrato per la giacca dicendo che non avevo il permesso di continuare con le riprese, avevano pistole, manganelli, non mi lasciavano andare» racconta l’attrice nel video, prima di chiedere a un agente: «Perché arrestate soltanto me, è perché sono famosa? Eravamo in centinaia qui, mi state fermando solo perché la gente mi conosce e in questo momento mi stanno guardando 40.000 persone».

E ha continuato: «Perché tutti lo sappiano, stavamo tornando alla nostra macchina quando ci hanno circondato e mi hanno aspettata con pistole giganti davanti al loro furgone, così da potermi arrestare. Spero che tutti i media stiano guardando».

Di seguito, il video della protesta con l’arresto (dopo le 2 ore):

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