Trent’anni (trentatré, per la precisione) e non sentirli: non stiamo parlando (solo) del fatto che Shining di Stanley Kubrick è un capolavoro che non è invecchiato di un giorno, ma anche, soprattutto, del fatto che c’è qualcuno a cui, a distanza di anni, ancora quell’opera non è andata giù. Parliamo di Stephen King, naturalmente, autore del romanzo da cui il film di Kubrick è tratto e che sta promuovendo, in questi giorni, Doctor Sleep, il suo nuovo libro che funge da sequel proprio per Shining. Che King non apprezzi l’opera di Kubrick è storia nota fin dal 1980, quando il film uscì nei cinema e il Re del brivido lo odiò al punto da scrivere e produrre, diciassette anni dopo, una miniserie tv che avrebbe dovuto, secondo lui, rendere giustizia al suo libro. Fa specie, però, pensare che ancora oggi King non abbia fatto pace con lo scomparso Kubrick, come dimostrano le dichiarazioni che vi riportiamo qui sotto e che spiegano, una volta di più, cosa King non abbia apprezzato del film con Jack Nicholson:

«È un film freddo, e io non sono una persona fredda. La gente ama i miei libri perché sono caldi, accoglienti, dicono al lettore: “Voglio che tu prenda parte a questa storia”. Lo Shining di Kubrick invece è molto distaccato, guarda ai personaggi come fossero formiche su un formicaio, li studia da lontano e con condiscendenza dice: “Non sono carine queste formichine? Guarda che cose interessanti che fanno!”».

«Nel film, Jack Torrance sembra pazzo fin da subito. Jack Nicholson non fa altro che riprendere i suoi personaggi da biker anni Sessanta, come in Hells Angels on Wheels».

«Shelley Duvall nel ruolo di Wendy è uno dei personaggi più misogini mai girati, è nel film solo per urlare ed essere stupida, non è questa la donna che io ho raccontato nel libro».

Per quanto una persona sana di mente faccia fatica a immaginare di poter criticare un’opera incredibile come Shining, chi ha letto il romanzo di King farà fatica a dargli torto: dal suo punto di vista, quello di un autore convinto della bontà della sua opera e della non-necessità di modificarla, il film di Kubrick è un mezzo tradimento rispetto al libro, talmente distante in certi momenti dalla storia raccontata da King da non sembrare neanche la stessa. Si tratta solo di decidere da che parte stare: meglio l’interpretazione di King o quella di Kubrick?

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Fonte: Slashfilm

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