Shock a Hollywood: Rob Reiner e la moglie trovati morti in casa per sospetto omicidio
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Shock a Hollywood: Rob Reiner e la moglie trovati morti in casa per sospetto omicidio

Le notizie sulla morte del regista di Stand By Me, La storia fantastica, Harry ti presento Sally e molto altro sono terrificanti: il presunto sospetto assassino sarebbe il figlio

Shock a Hollywood: Rob Reiner e la moglie trovati morti in casa per sospetto omicidio

Le notizie sulla morte del regista di Stand By Me, La storia fantastica, Harry ti presento Sally e molto altro sono terrificanti: il presunto sospetto assassino sarebbe il figlio

il regista rob reiner in primo piano

La notizia ha colpito Hollywood e il mondo del cinema duramente: Rob Reiner, uno dei volti e delle menti più riconoscibili del cinema e della televisione americana degli ultimi cinquant’anni, è stato trovato morto domenica pomeriggio nella sua casa di Brentwood insieme alla moglie, la fotografa e produttrice Michele Singer Reiner. Aveva 78 anni. La tragedia dai contorni ancora da chiarire ha assunto rapidamente i tratti di un evento scioccante: secondo le autorità, i due sarebbero morti a seguito di ferite da arma da taglio, in quello che viene descritto come un apparente omicidio.

I soccorsi, si apprende dalle fonti estere, sono intervenuti intorno alle 15:40 nella residenza di South Chadbourne Avenue, dopo una chiamata d’emergenza. Sul posto sono arrivati prima i vigili del fuoco e poi la polizia di Los Angeles, che ha immediatamente avviato un’indagine. Le forze dell’ordine hanno parlato di un “incidente familiare” e hanno escluso, almeno nelle prime ore, segni di effrazione. Le vittime, un uomo di 78 anni e una donna tra i 68 e i 70 anni, sono state identificate come Rob Reiner e sua moglie Michele. La famiglia ha confermato la notizia con una dichiarazione diffusa poche ore dopo: «È con profondo dolore che annunciamo la tragica scomparsa di Michele e Rob Reiner. Siamo devastati da questa perdita improvvisa e chiediamo rispetto della privacy in questo momento incredibilmente difficile».

Durante una conferenza stampa serale, il capo dei detective della LAPD Alan Hamilton ha precisato che «al momento non è stato identificato alcun sospetto» e che «non c’è alcuna persona di interesse», sottolineando come l’indagine sia ancora in corso e che diversi membri della famiglia verranno ascoltati. Alcune fonti hanno riferito che a dare l’allarme sarebbe stato uno dei figli della coppia. Secondo quanto riportato da People citando più fonti, tuttavia un sospettato ci sarebbe: il figlio Nick Reiner, un dettaglio che aggiunge un ulteriore livello di sgomento a una vicenda già profondamente disturbante.

Al di là della cronaca, la scomparsa di Rob Reiner segna la fine di una carriera che ha attraversato e definito intere epoche dell’intrattenimento americano. Nato il 6 marzo 1947 nel Bronx, figlio del leggendario Carl Reiner, Rob si impose inizialmente come attore grazie al ruolo di Michael “Meathead” Stivic nella sitcom All in the Family, una delle serie più rivoluzionarie della storia della televisione. Nei panni del genero progressista di Archie Bunker, interpretato da Carroll O’Connor, Reiner divenne il simbolo di un nuovo modo di affrontare in TV temi sociali e politici fino ad allora considerati tabù, vincendo due Emmy come miglior attore non protagonista.

Ma è dietro la macchina da presa che Reiner ha lasciato un’impronta indelebile. Con This Is Spinal Tap nel 1984 ha praticamente inventato il mockumentary moderno, una satira musicale talmente precisa da essere scambiata per realtà. Da lì in poi ha dimostrato una versatilità rarissima, firmando alcuni dei film più amati degli anni Ottanta e Novanta: Stand by Me, La storia fantastica, Harry, ti presento Sally, Misery non deve morire e Codice d’onore. Pellicole diversissime tra loro, unite da una straordinaria attenzione ai personaggi e ai dialoghi, capaci di entrare nell’immaginario collettivo con battute diventate leggendarie, da «Prendo quello che ha preso lei» a «Non puoi sopportare la verità».

Con Castle Rock Entertainment, casa di produzione da lui co-fondata, Reiner ha contribuito anche alla nascita di titoli fondamentali come Le ali della libertà e alla difesa di serie come Seinfeld, che rischiò la cancellazione nei suoi primi anni. «Sapevamo di avere un grande show», disse ricordando quel periodo, raccontando anche di uno scontro acceso con i vertici della NBC pur di salvarlo. Negli ultimi anni aveva continuato a lavorare, dirigendo documentari e tornando al suo mito fondativo con Spinal Tap II, senza mai smettere di esporsi pubblicamente come attivista politico. «Non voglio essere un funzionario eletto, voglio ottenere risultati», aveva spiegato, coerente fino alla fine con un’idea di cinema e di vita come strumenti di intervento nella realtà.

La sua morte, improvvisa e violenta, lascia un vuoto enorme e una sensazione di incredulità difficile da scrollarsi di dosso. Rob Reiner non è stato solo un regista o un attore, ma una figura centrale della cultura pop americana, capace di raccontare l’amicizia, l’amore, la paura e l’ironia con una voce inconfondibile. E proprio per questo, la brutalità della sua fine rende ancora più difficile accettare che una carriera così luminosa si sia interrotta in modo tanto oscuro.

AGGIORNAMENTO:

A quanto pare la posizione del figlio della coppia Nick Reiner si sarebbe aggravata ulteriormente nelle ultime ore. Il 32enne figlio della coppia è stato infatti arrestato con l’accusa formale di aver ucciso il regista e sua moglie domenica pomeriggio.

La conferma è arrivata per bocca del capo della polizia di Los Angeles Jim McDonnell, con la cauzione di Nick Reiner che è stata fissata a 4 milioni di dollari. Un portavoce del procuratore distrettuale di Los Angeles ha inoltre dichiarato che il caso e le relative accuse a Nick Reiner non sarebbero ancora state presentate ai pubblici ministeri.

Foto: Jesse Grant/Getty Images for TCM

Fonte: Deadline

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