Tutte le belle storie arrivano alla fine, prima o poi… anche quella di Shrek, l’orco verde, simpatico e brontolone che ha fatto appassionare alle sue avventure i bambini di tutto il mondo (e anche gli adulti…). Con Shrek e vissero felici e contenti si è chiusa la saga della DreamWorks, ma la magia continua anche fuori dal cinema, con i Dvd, i Blu-ray e i loro contenuti speciali, che permettono di rifugiarsi nel regno di Molto, Molto Lontano tutte le volte che si desidera. In occasione dell’uscita in Dvd e Blu-ray della quadrilogia dedicata a Shrek, vi presentiamo un’esclusiva intervista con il regista Mike Mitchell (foto Kikapress), che ci parla dei film, dei personaggi e della sua avventura nel fantastico mondo delle fiabe:

D: Mike, cos’è che ti ha davvero colpito di Shrek e vissero felici e contenti?
Mike Mitchell: Beh, io ho due bambini, quindi mi identifico molto nel dilemma vissuto da Shrek nel film. Non è più l’orco del primo capitolo della saga: adesso è padre di tre figli e non spaventa più nessuno. Mi sembrava che fosse un’evoluzione interessante per il personaggio: nel film precedente, tutto ciò che desiderava era tornare alla palude. Adesso è alla palude, circondato dalle persone che ama, e non è felice.

D: Shrek ha una crisi di mezza età…
MM: Esatto! Si sente depresso, non fa più paura e quando Tremotino gli propone il suo patto, lui non può rifiutare. Quando lo sceneggiatore Josh Klausner ha partorito quest’idea, mi è subito piaciuta. Mi affascinava pensare al dilemma di Shrek.

D: Questo è il capitolo finale della saga. Ti dispiace dire addo a Shrek?
MM: Certo. È il “Tony Soprano” dei bambini. È davvero unico… grosso e brontolone, frustrato e depresso, ma fa sempre tenerezza. È stato molto triste dirgli addio.

D: Ma è davvero la fine?
MM: Sì. Volevamo garantire alla storia un bel finale soddisfacente, come quello del Signore degli Anelli.

D: Ma non stanno producendo uno spin-off sul Gatto?
MM: Vero. In qualche modo, quindi, credo che rivedremo anche Shrek.

D: Quali sono gli elementi che hanno reso i film di Shrek così famosi?
MM: Credo che l’elemento più importante sia il patrimonio mitologico delle fiabe. Tutti conoscono i personaggi delle fiabe e inserirli nel mondo di Shrek è stata un’idea vincente. Mi piace giocare con le fiabe e intrecciarle in un unico film. E poi avevamo un cast di voci fantastico, con Mike Myers, Cameron Diaz, Eddie Murphy e Antonio Banderas.

D: Ci puoi dire come è evoluta la storia nel corso di 10 anni e 4 film?
MM: Certo… nel primo film, Shrek crede che un orco non abbia bisogno di amare, ma si innamora. Nel secondo, impara a sacrificarsi per qualcuno che ama. Nel terzo, conosce il valore della responsabilità e nel quarto si pone la domanda: “cosa succederebbe se…?” e cerca la sua risposta.

D: E la principessa Fiona?
MM: Fiona era una principessa umana, ma a causa di una maledizione era condannata ad essere un’orchessa durante la notte. Nel quarto film, Fiona nasconde il suo lato umano e conduce la guerra contro Tremotino. Diventa davvero una principessa guerriera.

D: Perché, tra tutti i cattivi delle fiabe, avete scelto Tremotino per Shrek 4?
MM: Tutti i cattivi che abbiamo scelto per i film di Shrek hanno avuto successo – Lord Farquaad, la Fata Turchina e il Principe Azzurro. Stavolta, volevamo creare un cattivo che fosse davvero odioso. Se ricordate la fiaba, Tremotino fa un patto con una principessa per avere il suo primogenito, ma le offre anche una via d’uscita. Più ne parlavamo, più questo personaggio ci piaceva!

D: Cosa consiglieresti a un ragazzo che vuole fare il regista?
MM: Beh, con un computer e una telecamera, ormai tutti possono diventare registi senza alzarsi dal letto! Io sono cresciuto in Oklahoma e ho cominciato a partecipare ai festival, poi ho lavorato a film in animazione per Disney e Adam Sandler. Oggi è facile fare un film senza spendere un patrimonio. Io ho imparato più da solo che a scuola…

Se qualcuno vuole seguire l’esempio di Mitchell e creare il nuovo Shrek, dunque, si lanci nell’avventura.

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Qui sotto, una immagine di Shrek nell’ultimo capitolo della saga:

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