Silente Vs. Grindelwald
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Silente Vs. Grindelwald

In I crimini di Grindelwald, secondo capitolo del franchise di Animali Fantastici che fa da prequel alla saga di Harry Potter, il mago oscuro predecessore di Voldemort uscirà allo scoperto e si metterà alla guida di una rivoluzione che vuole sottomettere i babbani e mettere machi e streghe a dominare il mondo...

Silente Vs. Grindelwald

In I crimini di Grindelwald, secondo capitolo del franchise di Animali Fantastici che fa da prequel alla saga di Harry Potter, il mago oscuro predecessore di Voldemort uscirà allo scoperto e si metterà alla guida di una rivoluzione che vuole sottomettere i babbani e mettere machi e streghe a dominare il mondo...

«Voldemort era un parco giochi al confronto».
Potremmo cominciare così, con una citazione lievemente modificata del mitico Roberto “Freak” Antoni, questo pezzo su Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, secondo film (in sala dal 15 novembre) della saga spin-off nata dalle ceneri di Harry Potter e già cresciuta a dismisura fino a diventare una sorta di franchise nel franchise, con altri tre capitoli in preparazione e piani per espandere ulteriormente l’universo nato con il film del 2016.

Perché il vero problema dei prequel, e Animali fantastici di fatto nasce come tale, è che sai già come vanno a finire: chiunque abbia letto i romanzi (o visto i film) di Harry Potter sa già che il Grindelwald del titolo verrà sconfitto, e il suo posto verrà preso da Tom Riddle AKA Voldemort, il mago oscuro più potente della sua epoca. Come si fa, allora, a rendere interessante una storia di cui si conosce già la conclusione? Facile: si alza la posta in gioco per i protagonisti, e si mette al centro della scena un villain ancora più pericoloso del suo predecessore (successore, in realtà); non una creatura sconfitta e ridotta a un’ombra di se stessa che fa di tutto per riconquistare il potere perduto, ma un mago all’apice della sua magnficenza, una delle entità più devastanti e pericolose che si siano mai viste nel mondo magico, nonché il modello da cui Voldemort ha copiato tutto, idee, metodi, scopi, persino l’estetica.

Ci aveva già pensato Animali fantastici e dove trovarli due anni fa a darci un assaggio: in quel lm, diretto da David Yates come il sequel, facevamo la conoscenza di figure storiche dell’universo potteriano – primo fra tutti il protagonista Newt Scamander, l’autore del libro di testo sulla zoologia fantastica usato a Hogwarts da Potter e compagnia –, scoprivamo come funziona la magia negli Stati Uniti, e nel finale, solo nel finale, assistevamo alla prima manifestazione di Grindelwald. Lì, però, il personaggio interpretato da Johnny Depp compariva in scena solo il tempo necessario per promettere vendetta e per, come si direbbe oggi, “lanciare il suo brand”: prigioniero evaso dalle carceri del MACUSA (il Magico Congresso degli Sta- ti Uniti), approfittava del palcoscenico per annunciare la sua intenzione di rivelare al mondo l’esistenza della magia – e di schiavizzare o sterminare l’intera popolazione di Babbani, da lui considerati esseri inferiori. Un “pitch” elettorale le cui conseguenze sono ben note ai fan del mondo creato da J.K. Rowling, e che nel nuovo film diventerà il punto focale della vicenda, tanto che il titolo Animali fantastici assomiglia sempre più a una reliquia del passato.

Leggi l’articolo completo su Best Movie di novembre.

Foto: © Warner Bros.

 

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