La 20th Century Fox come una prigione? E’ la provocazione mossa da Bansky, noto esponente della street art e autore di graffiti e opere a sfondo satirico che prendono di mira politica e cultura (e la cui vera identità resta ad oggi nascosta) che ha firmato una sigla dei Simpson che accusa la major del celebre cartoon di essere una sorta di lager. A muoverlo in questa direzione è stata la scelta della società di produzione di esternalizzare una parte delle sue animazioni in Sud Corea. Una critica diretta sì alla Fox, ma che può essere letta in realtà come un attacco più generico al mondo delle major e delle multinazionali. La sigla è andata in onda domenica scorsa negli Usa: una dimostrazione della libertà di opinione o una svista della major? Fatto sta che da You Tube è già stata rimossa e che l’unica ancora on-line (che vedete qui sotto) è stata caricata al contrario probabilmente proprio per aggirare il controllo.

La sigla incriminata rispetta inizialmente il copione che conosciamo (con le varianti introdotte da Banksy che autografa un cartellone pubblicitario e il muro della scuola elementare di Springfield), ma dopo aver fatto accomodare Homer, Marge e figliolanza sul celebre divano, l’autore ci apre le porte della “prigione 20th Century Fox”, in cui bambini e decine di operai asiatici producono magliette di Burt Simpson e imbottiscono pupazzi con peli di gatti morti, mentre un povero unicorno è sfruttato per fare il buco al centro dei Dvd.   Un’eloquenza che non ha bisogno di molti commenti…

La sigla dei Simpson firmata da Banksy è ancora pubblicata al contrario su YouTube  probabilmente per evitare di essere rimossa. Guardatela fino a che sarà on-line…

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