A poche ore dalla première di Los Angeles, sono state diffuse online le prime recensioni di Sin City: Una donna per cui uccidere, atteso sequel diretto da Robert Rodriguez e Frank Miller. I giornali, come al solito, si sono divisi: tra chi accetta, senza riserve, il film e chi, invece, lo critica per una caratterizzazione dei personaggi femminili «mancanti» e per certe trovate che, fedelissime alla graphic novel, diventano eccessive. Insomma, in definitiva, ci ritroviamo davanti ad un nì della critica. E le recensioni qui sotto, stralci delle originali, ne sono una prova.

Scrive il Telegraph: «Se Sin City 2 ha, per buona parte, raccolto un cast migliore di quello che meritasse, c’è sicuramente abbastanza materiale per il livello raggiunto [dagli attori, ndr]. I più bravi sono sicuramente Gordon-Levitt e Eva Green che, protagonista per buona parte del tempo di diverse pose piuttosto provocanti, rimane distaccata dal film […]. Sin City 2 ha il coraggio di giocare con il suo aspetto più perverso, contrariamente al recente Machete di Rodriguez […]. Non è né d’altissima qualità, né un noir. Ma è quello che Sin City dovrebbe essere».

Invece, Empire: «Ovviamente, rimanere così fedele all’originale implica che ci sono comunque dei problemi […]. Lo stile noir dona un aspetto surreale al film che aiuta a ridurre un sacco dei problemi, anche se, tirate le somme, restano. Alcune delle scene di dialogo vengono raccontate come fossero il sogno ad occhi aperti di un adolescente, e non tutte le prestazioni sono come ci si sarebbe potuto aspettare. Una donna per uccidere mostra alcuni problemi della prima pellicoa e in particolare la caratterizzazione dei personaggi femminili. Ciò nonostante, mantiene il suo tono grintoso e il richiamo palese alla graphic novel rende Sin City 2 pienamente godibile».

Infinte Total Film: «È vero, il nuovo 3D aggiunge qualcosa [al film, ndr] e le storie sono ancora poco profonde. Ma con il suo umorismo nero come il carbone e i suoi incredibili effetti visivi, portando il mondo di Miller alla vita, c’è abbastanza per cui i fan del primo film possano accontentarsi. Aggiungete, poi, la presenza dei nuovi arrivati come Dennis Haysbert, Jeremy Piven e Ray Liotta, e questo diventa un sequel per cui uccidere. Non è così innovativo come l’originale, né espansivo come dovrebbero essere i sequel. Ma grazie ad alcune aggiunte al cast e a Miller in perfetta forma, [il film, ndr] fila che è un piacere».

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Fonte: Comicbookmovie

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