Tra le sitcom più amate degli anni Ottanta, Mork & Mindy occupa ancora oggi un posto molto particolare. Nata come spin-off di Happy Days, la serie riuscì a trasformare una premessa bizzarra — un alieno arrivato sulla Terra dal pianeta Ork — in uno dei fenomeni televisivi più riconoscibili della sua epoca. Gran parte del merito va naturalmente a Robin Williams, che con il suo Mork impose un tipo di comicità imprevedibile, fisica, surreale e rapidissima, destinata a diventare il suo marchio di fabbrica. Eppure, dietro l’immagine affettuosa con cui la serie è rimasta nella memoria collettiva, si nasconde una storia molto più strana: Mork & Mindy rischiò davvero di concludersi con un finale assurdo, molto diverso da quello che il pubblico vide il 27 maggio 1982. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
L’ultimo episodio trasmesso della serie, intitolato The Mork Report, offre infatti una chiusura piuttosto serena. Come spesso accadeva nello show, Mork prepara un rapporto da inviare al suo pianeta d’origine, questa volta dedicato agli elementi fondamentali di un matrimonio felice sulla Terra. Attraverso concetti come onestà, rispetto, romanticismo e compatibilità, l’episodio diventa una celebrazione del legame tra Mork e Mindy, mostrando perché la loro relazione abbia funzionato e perché la serie, pur nella sua natura folle e fantascientifica, abbia sempre avuto un cuore profondamente umano.
Proprio per questo, The Mork Report sembra un finale naturale: riporta al centro la coppia, il rapporto tra due mondi diversi e quella tenerezza che ha permesso alla sitcom di distinguersi da molte altre produzioni dell’epoca. Mork ottiene anche una sorta di riconoscimento per il lavoro svolto sulla Terra, chiudendo idealmente il percorso iniziato con il suo arrivo nel mondo degli esseri umani. Il problema è che questo non era il vero finale pensato inizialmente per la serie.
Nonostante il grande successo ottenuto al debutto, Mork & Mindy andò incontro a un progressivo calo di ascolti nel corso delle stagioni. Quando la quarta stagione venne prodotta, il team lavorava ancora con la possibilità che lo show potesse proseguire con una quinta. Per questo motivo, alcuni episodi furono costruiti senza l’idea di dover chiudere definitivamente la storia. Quando divenne chiaro che la serie non sarebbe tornata, gli autori si ritrovarono davanti a un problema non da poco: l’arco narrativo previsto per la parte finale avrebbe lasciato i protagonisti sospesi in un cliffhanger decisamente surreale.
Il finale originario avrebbe dovuto ruotare attorno alla trilogia di episodi intitolata Gotta Run, una storia perfettamente in linea con lo spirito eccentrico della serie, ma anche molto più caotica e cupa rispetto alla conclusione poi andata in onda. In questa trama entrava in scena Kalnik, un alieno neptuniano apparentemente sposato con una donna umana di nome Tracy. All’inizio, il personaggio sembrava poter diventare una sorta di nuovo amico per Mork, ma la situazione prendeva presto una piega inquietante.
Tracy, infatti, non era davvero la moglie di Kalnik, bensì un androide dotato di esplosivi. Dopo aver tentato di sedurre Mork, l’androide esplodeva nell’appartamento, trasformando quella che sembrava una nuova bizzarria fantascientifica in una minaccia concreta. Da quel momento, Mork e Mindy si ritrovavano in fuga non solo da Kalnik, ma anche dal governo degli Stati Uniti, convinto che Mork rappresentasse un pericolo. La serie, già nota per il suo gusto per l’assurdo, portava così la propria componente sci-fi a un livello decisamente più estremo.
Nel tentativo di risolvere la situazione, Mork e Mindy decidevano di fare una scelta drastica: rivelare al mondo l’esistenza dell’alieno. Per Mindy si trattava di una prospettiva spaventosa, ma la reazione dell’umanità si rivelava sorprendente. Mork non veniva respinto, né trattato soltanto come una minaccia. Al contrario, diventava immediatamente la persona più famosa del pianeta. Un ribaltamento perfettamente coerente con il tono della serie, ma anche l’inizio di un ulteriore caos per il protagonista, incapace di gestire una popolarità così improvvisa e travolgente.
La parte più folle arrivava però nel terzo episodio della trilogia. Tornato nel loro appartamento ormai distrutto, Mork veniva nuovamente raggiunto da Kalnik, deciso a uccidere lui e Mindy. Per guadagnare tempo, l’alieno chiedeva di poter indossare il suo paio di scarpe preferito prima di morire. Quelle scarpe, però, si rivelavano capaci di viaggiare nel tempo. Dopo aver battuto i tacchi, Mork e Mindy venivano spediti addirittura nell’Età della Pietra, dove incontravano alcuni cavernicoli.
Nemmeno questo bastava a salvarli definitivamente. Kalnik riusciva infatti a seguirli anche nel passato, costringendoli a usare di nuovo le scarpe per fuggire. L’episodio si chiudeva con Mork e Mindy intrappolati in un vortice temporale, sospesi verso una destinazione ignota. La frase finale di Mork, in cui ammetteva di non sapere cosa li aspettasse ma di essere certo che sarebbero rimasti insieme, avrebbe potuto rappresentare l’ultima immagine della serie. Un epilogo straniante, romantico a modo suo, ma completamente irrisolto.
Se fosse stato quello il vero addio a Mork & Mindy, la sitcom avrebbe lasciato il pubblico con un finale difficilissimo da dimenticare, ma forse non nel senso migliore. I protagonisti sarebbero rimasti persi nel tempo, senza una vera conclusione narrativa, in una chiusura molto più vicina alla fantascienza folle che alla commedia sentimentale. Sarebbe stato un finale coerente con l’anima più assurda dello show, ma anche rischioso per una serie che, al di là delle sue invenzioni, aveva sempre funzionato grazie al rapporto emotivo tra i due protagonisti.
Fortunatamente, la produzione ebbe il tempo di intervenire. Una volta compreso che la quinta stagione non sarebbe arrivata, l’ordine di messa in onda venne modificato e The Mork Report fu scelto come episodio conclusivo. In questo modo, la serie poté salutare il pubblico con un finale più rassicurante e coerente con il suo cuore emotivo. Non un cliffhanger nel tempo, non una fuga senza risposta, ma un ultimo sguardo al rapporto tra Mork e Mindy e alla loro capacità di trovare un equilibrio nonostante le differenze.
A distanza di 44 anni, questa storia rende il finale di Mork & Mindy ancora più curioso. Da una parte c’è l’episodio che il pubblico ricorda come conclusione ufficiale, pensato per dare alla serie una chiusura affettuosa e relativamente ordinata. Dall’altra c’è il finale mancato: un epilogo con un alieno assassino, un androide esplosivo, il governo sulle tracce di Mork, la fama mondiale improvvisa e un paio di scarpe per viaggiare nel tempo.
È difficile immaginare un addio più strano per una sitcom già fuori dagli schemi. E forse proprio per questo la decisione di non chiudere con quel cliffhanger fu fondamentale. Mork & Mindy è rimasta nella memoria soprattutto per l’energia irripetibile di Robin Williams, per la dolcezza del rapporto tra i protagonisti e per la sua capacità di trasformare l’assurdo in qualcosa di sorprendentemente tenero. Un finale sospeso nel tempo avrebbe potuto oscurare tutto questo. Invece, grazie a una correzione in extremis, la serie riuscì a evitare l’epilogo più folle possibile e a salutare il pubblico nel modo più vicino alla sua vera identità.
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