Anche le serie più iconiche hanno i loro momenti controversi. Smallville, andata in onda dal 2001 al 2011, è ancora oggi ricordata con affetto dai fan per il modo in cui ha saputo raccontare gli anni formativi di Clark Kent prima di diventare Superman. Con 10 stagioni e 217 episodi, ha lasciato un segno indelebile nella storia della TV. Eppure, nemmeno una serie così longeva e amata è riuscita a evitare qualche passo falso. E tra tutti gli episodi discussi, ce n’è uno che continua a dividere profondamente la fanbase: Noir, il ventesimo episodio della sesta stagione.
Girato quasi interamente in bianco e nero, Noir è un omaggio ai film noir degli anni ’40, e prende vita come un sogno del personaggio di Jimmy Olsen, interpretato da Aaron Ashmore. In questa realtà alternativa, Jimmy si trasforma in un investigatore privato, alle prese con un omicidio misterioso e personaggi reinventati in stile vintage. L’intento era quello di offrire un episodio visivamente distintivo, che rompesse la routine della narrazione seriale con un tocco retrò e ironico. Tuttavia, il risultato finale non ha convinto tutti, nemmeno chi era davanti alla macchina da presa.
Tom Welling, volto di Clark Kent per tutta la durata della serie, ha recentemente rivelato un dettaglio sorprendente sul dietro le quinte dell’episodio. Durante un episodio del podcast Talk Ville, che conduce insieme al collega Michael Rosenbaum (Lex Luthor), l’attore ha raccontato che l’idea originale per Noir prevedeva un’impostazione musicale, in stile Broadway. Una scelta creativa che Welling ha respinto con forza: «Quell’episodio doveva essere un musical noir. Quando me l’hanno proposto ho detto: “Io non mi presento al lavoro. Potete girarlo, ma io non canterò”».
Il tono secco e deciso del racconto non lascia spazio a dubbi: Welling era pronto a rifiutarsi di partecipare a un episodio che riteneva lontanissimo dal tono del personaggio e della serie stessa. Alla fine, la produzione ha optato per una versione senza numeri musicali, ma l’episodio è rimasto comunque un’anomalia nel cuore della stagione 6 — e nella memoria dei fan.
A distanza di anni dalla conclusione della serie, Noir continua ad alimentare discussioni online. Su Reddit e altri forum, c’è chi lo considera una bizzarra deviazione, poco riuscita e facilmente saltabile. Altri, invece, difendono il tentativo di sperimentare, sottolineando come l’episodio fosse volutamente sopra le righe e fuori dagli schemi. «Mi è piaciuto. Era un filler, ma divertente», scrive un fan. Un altro aggiunge: «Quando Smallville smetteva di prendersi troppo sul serio, funzionava. E poi c’è di peggio tra gli episodi “seri”».
Dall’altra parte della barricata, ci sono utenti che non hanno mai digerito l’esperimento. «Noioso. Se vuoi rendere omaggio ai classici, fallo bene. Questo non lo è stato», critica un utente. Un altro è ancora più netto: «Non sono riuscito a entrarci per niente». Il giudizio resta diviso, ma l’episodio è ormai parte della mitologia di Smallville, nel bene e nel male.
Curiosamente, Noir ha anche i suoi fan tra gli addetti ai lavori. Alcuni critici e redattori lo considerano uno degli episodi più sottovalutati della serie, una dimostrazione del coraggio degli autori di uscire dai binari del classico drama supereroistico. E chissà, forse col tempo anche i più scettici impareranno ad apprezzarne la singolarità.
Insomma, che lo si ami o lo si detesti, Noir è riuscito in qualcosa che pochi episodi filler possono vantare: farsi ricordare. E anche per questo, nel vasto universo di Smallville, continua a far discutere.
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