Più che della massima icona collettiva del comunismo, sembra che stia parlando di un uomo qualunque Steven Soderbergh, che racconta così la scelta di raccontare la vita di Ernesto “Che” Guevara nel film-fiume passato ieri in concorso a Cannes 2008: «Per girare questa pellicola (alla quale ha lavorato per ben 7 anni, ndr) sono diventato “agnostico”. Non volevo avvalorare le teorie del Che, ma solo parlare di quest’uomo, della sua volontà ferrea, del fatto che a un certo punto abbia abbandonato tutto, anche la sua famiglia, per aiutare gli altri. è questo che mi ha più profondamente affascinato».Il film, che vede protagonista un Benicio Del Toro (foto) perfettamente mimetizzato nel ruolo, è uno dei titoli più quotati nella corsa alla Palma d’Oro. Ed è stato per Soderbergh anche l’occasione per scoprire che talvolta le scelte “umane” possono condizionare quelle artistiche: «Da nordamericano, ho sentito moltissimo la responsabilità di mettere mano a un personaggio come Che Guevara, ma il mio compito non era tanto rendere la sua immagine politica, quanto riportare il suo percorso umano». Vedremo se riporterà a casa anche una Palma d’Oro…

Ma.Ca.

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