Nella guerra di droga non ci sono regole e la lotta della CIA al narcotraffico al confine fra Messico e Stati Uniti si è inasprita da quando i cartelli della droga hanno iniziato a infiltrare terroristi oltre la frontiera americana. Per combattere i narcos l’agente federale Matt Graver (Josh Brolin) dovrà assoldare il misterioso e impenetrabile Alejandro (Benicio Del Toro), la cui famiglia è stata sterminata da un boss del cartello della droga, per aumentare l’efferatezza della guerra.
Alejandro scatenerà una vera e propria, incontrollabile battaglia tra bande in una missione che lo coinvolgerà in modo molto personale. Rapisce, infatti, la figlia del boss per scatenare il conflitto, ma quando la ragazza viene considerata un danno collaterale, il suo destino si metterà tra i due uomini che si interrogano su tutto quello per cui combattono.
Si dice spesso che film che non sono western sono girati “come un western” ma, se la considerazione spesso pare mal spesa, è difficile negarla a Soldado, il film con cui Stefano Sollima debutta a Hollywood dando un seguito a Sicario di Denis Villeneuve.
Sollima usa il formato panoramico – 2.35:1 – infilandoci il minimo indispensabile di primi piani, e lavorando invece abbondantemente con campi medi, lunghi e riprese fatte con droni. Nel quadro, specie nelle lunghe sequenze nel deserto che dominano la seconda parte del film, lo scenario naturale riempie l’immagine e incornicia i personaggi, trasformando le pianure vuote in campi da battaglia dove le mitragliatrici automatiche sostituiscono frecce e revolver, i veicoli corazzati i cavalli e i messicani assaltano i convogli militari come fossero diligenze.
Un’operazione di grande interesse, che trovate in sala da oggi e della quale potete leggere, cliccando sul link sottostante, la nostra recensione completa.
SOLDATO DI STEFANO SOLLIMA: LA NOSTRA RECENSIONE
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