Ci sono serie che sembrano avere tutte le carte in regola per diventare piccoli cult televisivi, ma che finiscono comunque per essere interrotte troppo presto. È il caso di Stumptown, crime drama andato in onda su ABC nel 2019 e ancora oggi ricordato come una delle cancellazioni più frustranti degli ultimi anni. Diciotto episodi sono bastati per dimostrare il potenziale della serie, ma non abbastanza per permetterle di costruire davvero il percorso che meritava.
Al centro della storia c’è Dex Parios, interpretata da Cobie Smulders. Reduce dei Marines, brillante, impulsiva e dotata di notevoli capacità investigative, Dex vive a Portland e cerca di tenere insieme una quotidianità tutt’altro che semplice. Deve occuparsi del fratello, fare i conti con i debiti di gioco e gestire una vita privata complicata, mentre lavora come investigatrice privata. Il suo talento è evidente, ma il suo modo diretto e poco diplomatico di affrontare i casi la porta spesso a scontrarsi con criminali pericolosi e con la polizia.
Il fascino di Stumptown nasceva proprio da questo equilibrio tra crime, azione e personaggi imperfetti. Dex non era la classica detective infallibile, sempre un passo avanti a tutti, ma una protagonista piena di contraddizioni: ironica, vulnerabile, testarda, intelligente e incline a mettersi nei guai. La serie funzionava perché costruiva intorno a lei un mondo dinamico, fatto di casi investigativi, inseguimenti, tensioni personali e relazioni mai del tutto pacificate.
Anche il cast di supporto ha contribuito parecchio alla riuscita dello show. Accanto a Cobie Smulders c’erano Michael Ealy nei panni del detective Miles Hoffman, Camryn Manheim in quelli del tenente Cosgrove e Jake Johnson nel ruolo di Grey McConnell, il migliore amico di Dex, anche lui segnato da un passato complicato. A dare ulteriore profondità alla storia c’erano poi Tantoo Cardinal, interprete di Sue Lynn Blackbird, potente amministratrice di un casinò tribale legata alla protagonista da una ferita mai del tutto rimarginata, e Donal Logue nel ruolo dell’investigatore privato Arthur “Artie” Banks.
La serie era tratta dalle graphic novel scritte da Greg Rucka ed era stata adattata per la televisione da Jason Richman. Fin dal debutto, avvenuto il 25 settembre 2019, Stumptown aveva ricevuto un’accoglienza molto positiva, arrivando a ottenere un ottimo 93% di recensioni positive su Rotten Tomatoes da parte della critica e un solido 83% dal pubblico. Numeri che rendono ancora più amaro il fatto che lo show non sia mai riuscito ad andare oltre la prima stagione.
La cancellazione, però, non arrivò subito per mancanza di fiducia; ABC aveva infatti rinnovato Stumptown per una seconda stagione nel maggio 2020, pochi mesi dopo la conclusione della prima. Il problema fu il tempismo. La pandemia di COVID-19 aveva appena iniziato a paralizzare l’industria televisiva, complicando produzioni, calendari, costi e organizzazione dei set. In quel contesto, la seconda stagione divenne sempre più difficile da realizzare nei tempi previsti.
Con i ritardi accumulati e un possibile cambio di showrunner, i nuovi episodi non sarebbero stati pronti prima della primavera 2021, molto oltre la finestra inizialmente immaginata dal network. A settembre 2020, ABC decise così di fare marcia indietro e annullare il rinnovo, chiudendo la serie prima ancora che la produzione potesse ripartire davvero. Più che una bocciatura creativa, fu sostanzialmente una vittima del momento storico.
È proprio questo a rendere la fine di Stumptown così frustrante. Molte serie vengono cancellate perché non trovano pubblico, perché non convincono la critica o perché esauriscono presto le proprie idee. In questo caso, invece, lo show aveva una protagonista forte, un’identità chiara, un buon riscontro e ancora molto spazio per crescere. La sua interruzione lasciò quindi la sensazione di un’occasione sprecata, più che di un progetto arrivato naturalmente al capolinea.
Ancora oggi, Stumptown resta una serie da riscoprire per chi ama le detective story con protagonisti imperfetti, dialoghi taglienti e un buon equilibrio tra indagine e dramma personale. Cobie Smulders trova finalmente un ruolo da protagonista capace di valorizzarne carisma e presenza scenica, mentre la scrittura riesce a dare ritmo e personalità a un genere molto frequentato.
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