Uno degli elementi più amati dell’universo di Harry Potter è la sua incredibile ricchezza di dettagli, che ha reso il Mondo Magico tanto credibile quanto affascinante. Dalle stanze di Hogwarts agli incantesimi, dai costumi ai piccoli oggetti di scena, tutto nei film è pensato per rafforzare la caratterizzazione dei personaggi e la coerenza dell’ambientazione. Tra tutti questi dettagli ce n’è uno che riguarda Lord Voldemort e che è stato voluto proprio dal suo interprete, passato quasi inosservato alla maggior parte degli spettatori ma non ai fan più attenti.
A partire da Il Calice di Fuoco, il grande nemico di Harry Potter è stato interpretato da Ralph Fiennes, attore che ha dato al personaggio una presenza scenica potente e inquietante. L’attore – che ha già incoronato il suo successore per la serie tv HBO – non si è limitato a recitare il ruolo, ma ha collaborato attivamente alla costruzione dell’identità visiva del Mago Oscuro, aggiungendo un tocco personale proprio alla sua bacchetta. A differenza delle altre, quella di Voldemort è bianca, sottile, e soprattutto… ha un gancio all’estremità. Una scelta tutt’altro che casuale.
Lo stesso Fiennes ha raccontato in un’intervista di aver discusso il design della bacchetta con Stuart Craig, production designer della saga: «Ha un uncino alla fine, così posso tenerla in mano e agganciarla a un dito. È come se avessi la mano quasi aperta… penseresti che mi cadrebbe. Ma mi piaceva che fosse così leggera» ha raccontato l’attore, ma non è certo tra i passaggi più citati delle sue interviste relative alla sua esperienza nel franchise di Harry Potter.
Questa scelta ha una valenza estetica e funzionale: il gancio consente a Voldemort di impugnare la bacchetta in modo non convenzionale, con la mano semi-aperta, e di muoversi con maggiore fluidità. Il risultato è una gestualità più flessuosa, serpentina, perfettamente coerente con l’identità del personaggio. Non è un caso che Voldemort venga spesso associato ai serpenti: parla il serpentese, è l’erede di Serpeverde, e ha come fedele compagna Nagini. Anche il suo aspetto, progressivamente più rettiliano, riflette la sua disumanizzazione a causa delle arti oscure.
In questo senso, la bacchetta diventa quasi un’estensione fisica e simbolica del personaggio, parte integrante della sua trasformazione da Tom Riddle a Voldemort. E proprio il fatto che possa agganciarsi alla mano in quel modo rafforza quell’impressione di leggerezza e scivolosità che rende il personaggio tanto inquietante. È un dettaglio minuscolo, facilmente trascurabile, ma che dimostra la cura con cui sono stati pensati i film della saga. La serie saprà riprodurli diversamente, senza però perderne la magia? È quello che i fan si augurano…
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Foto: Warner Bros.
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