Con il 43,4 % delle preferenze i fan hanno decretato vincitore “il volto ingenuo” di Carlo Verdone. Con il nostro sondaggio “Ingenuo, coatto o pignolo. E tu di che Verdone sei?” avevamo chiesto ai nostri lettori di votare il più divertente e indimenticabile tra i tipi umani creati dal regista e attore romano. A fare breccia sono stati i modi infantili e gli occhi erranti al cielo di Leo, il giovanotto (che oggi qualcuno chiamerebbe “bamboccione”) che in Un sacco bello (1980) viveva ancora a casa con la mamma e rimandava la vacanza a Ladispoli per aiutare la turista spagnola in difficoltà. O ancora il generoso Mimmo che in Bianco, rosso e Verdone (1981) accompagnava la nonna a votare lungo un viaggio che non mancava di imprevisti. Ultimo ad apparire sugli schermi è stato Leo Nuvoloni che in Grande, grosso e… Verdone (2008) abbiamo trovato alle prese con inenarrabili peripezie legate all’organizzazione del funerale dell’anziana madre. Con il 29,2% dei voti al secondo posto del nostro sondaggio si è piazzato l’insopportabile pignolo, carico di nevrosi e fissazioni, come il Furio di Bianco, rosso e Verdone (1981) o l’inquietante professore Raniero in Viaggi di nozze (1995), o ancora meschino Callisto Cagnato in Grande, grosso e… Verdone . Lo segue a breve distanza (27,4) un altro cult che ha fatto storia nella cinematografia italiana: il coatto. Inaugurato in Un sacco bello (1980) con Enzo, il bellimbusto in partenza per Cracovia, la tipologia umana del coatto è diventata simbolo del vuoto afasico di una certa gioventù grazie all’Ivano di Viaggi di nozze (1995), trovando un ultimo rappresentante nel borgataro arricchito Moreno Vecchiarutti, protagonista accanto alla vociante moglie Enza interpretata da Claudia Gerini nel terzo episodio di Grande, grosso e… Verdone . Per consultare i risultati cliccate qui.

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