Era da un po’ che Jared Leto non parlava del suo Joker e di come si sia trasformato nel villain di Suicide Squad. Recentemente, però, ne ha discusso con Entertainment Weekly soffermandosi su come il personaggio, ora, dimori latente nei meandri della sua psiche.
Leto ha spiegato il suo approccio al Joker così: «Sapevamo di dover battere nuovi territori. C’era stato un così grande lavoro prima che sapevamo che dovevamo andare in una direzione diversa. Così si è scelto di dargli un senso fin dall’inizio, sapendo che non si poteva fare in un determinato modo, quindi bisognava sceglierne un altro. È stato davvero utile, ma il Joker in fondo è fantastico perché non ha regole. Agisce d’istinto. David ed io abbiamo avuto diverse conversazioni e penso confidasse nel fatto che sarei uscito e avrei sperimentato, esplorato e infine tornato con qualcosa per lui che ci permettesse di continuare la collaborazione. È stato bello avere tanta fiducia da parte sua. Mi ha permesso di rischiare sul serio e mi ha incoraggiato. Ed è una cosa che non ha prezzo: lavorare con un regista che ha quella fede e quella fiducia».
L’attore si sofferma poi a descrivere il tipo di ricerca che ha intrapreso per creare la sua versione del Joker, trasformando l’iconico villain da personaggio dei fumetti a persona reale: «È diventato una persona reale. Non so se “persona” è la parola giusta. Credo che il Joker viva tra la realtà e un altro piano. È una specie di sciamano in un certo senso. È un ruolo molto inebriante da interpretare. È necessario permettersi di infrangere le regole e sfidare se stessi e chiunque si ha intorno in un modo davvero unico. Ho iniziato educando me stesso: ho fatto ricerca, ho letto e per quanto ho potuto sono tornato al materiale originale. Poi ad un certo punto ho sentito che era il momento di smettere tutto. Dato che il Joker è stato ridefinito e reinventato molte volte, credo che la cosa divertente fosse che quando altri attori ci hanno lavorato in passato hanno mantenuto una parte dell’essenza e dello spirito del Joker e da quello sono partiti per costruirci qualcosa di personale. Per quanto mi riguarda sapevo che una volta iniziato il processo avrei dovuto buttare via tutto e ricominciare dall’inizio costruendoci sopra qualcosa di mio. È stato un processo di trasformazione. C’è stata una trasformazione fisica. C’è stato un condizionamento fisico. Ci sono un sacco di cose che ho fatto e probabilmente è meglio che non entri nei dettagli, ma per il Joker la violenza è una sinfonia. Si tratta di qualcuno che ottiene una ricompensa estrema da un atto di violenza e di manipolazione. Ecco chi dovevo interpretare. E lui è molto in sintonia con ciò che fa funzionare le persone. Ho incontrato molti esperti, medici, psichiatri che si occupavano di psicopatici e persone che avevano commesso crimini orrendi e poi ho trascorso qualche tempo con queste persone, le persone che sono state istituzionalizzate per grandi periodi di tempo».
In merito al lavoro di attore ha aggiunto: «Credo che quando si accetta un ruolo si diventa in parte detective e in parte scrittore. Per me questo è momento preferito di tutto il processo: la scoperta e la costruzione di un personaggio. Sì, è davvero divertente». E per quanto riguarda il Joker: «Credo che inizialmente fosse importante per me impostare e definire il nostro rapporto, per così dire. [Ride] Ci sono state un sacco di cose bizzarre. La parte più divertente è stata l’attenzione ai dettagli e sono sicuro che il processo che ho attraversato ha contribuito in modo essenziale per dare vita al personaggio».
Cosa ne pensate delle parole del Joker?
Vi ricordiamo che Suicide Squad arriverà nelle nostre sale il prossimo 18 agosto.
Fonte: EW
E tutti le rivelazioni del nuovo trailer di Suicide Squad:
© RIPRODUZIONE RISERVATA
