Sono passati 7 anni, ma gli utenti Netflix si sentono ancora traditi dall'improvvisa cancellazione di questa serie
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Sono passati 7 anni, ma gli utenti Netflix si sentono ancora traditi dall’improvvisa cancellazione di questa serie

Una delle produzioni più ispirate e originali dell'ultima decade si è conclusa su un incredibile cliffhanger. Ma merita di essere recuperata

Sono passati 7 anni, ma gli utenti Netflix si sentono ancora traditi dall’improvvisa cancellazione di questa serie

Una delle produzioni più ispirate e originali dell'ultima decade si è conclusa su un incredibile cliffhanger. Ma merita di essere recuperata

un frame della serie The OA

Nel vasto catalogo di serie fantascientifiche presenti su Netflix, ce n’è una che più di ogni altra rappresenta ancora oggi una ferita aperta nel cuore dei fan. Nonostante un percorso narrativo interrotto in maniera tanto inaspettata quanto prematura, The OA si è infatti affermata come uno degli show più ambiziosi e affascinanti dell’ultima decade, conquistando una fanbase particolarmente appassionata.

Se a un primo sguardo The OA può essere ascrivibile alla pura fantascienza, lungo la visione diventa più difficile collocarla in un genere specifico. La storia della serie creata da Brit Marling e Zal Batmanglij ha al suo centro Prairie Johnson, una giovane donna cieca adottata che riemerge sula scena dopo essere scomparsa per sette anni.

Dopo il suo ritorno Prairie ha tuttavia riacquistato in modo inspiegabile la vista, mostra delle cicatrici sulla schiena e inizia a definirsi il “PA” (“The OA” in lingua originale), rifiutandosi inoltre di rivelare all’FBI e ai suoi genitori adottivi dove è stata e come le sia tornata la vista. Cose che rivela invece una squadra di cinque persone del luogo, quattro studenti delle superiori e una loro professoressa, ai quali chiede inoltre aiuto per salvare altre persone scomparse che sostiene di poter salvare aprendo un portale verso un’altra dimensione.

Tra atmosfere sci-fi, esperienze di pre-morte, universi paralleli e una missione disperata, la serie riesce a esercitare un fascino magnetico che le ha permesso di costruire un solido seguito di appassionati, spingendo inoltre molti critici a paragonarla a Stranger Things per le sue atmosfere soprannaturali, a Westworld per la struttura narrativa a puzzle e persino a Twin Peaks per il suo surrealismo.

In un panorama televisivo spesso dominato dall’ironia e dal distacco, The OA ha quindi cercato di intraprendere la strada meno scontata assumendosi dei forti rischi narrativi che, tuttavia, si sono rivelati dei veri e propri valori aggiunti.

Proprio per questo, la cancellazione improvvisa dopo la seconda stagione rimane ancora oggi una ferita aperta per molti fan. Il finale si conclude infatti con un clamoroso cliffhanger che prometteva sviluppi ancora più radicali. Non sapere dove sarebbe arrivata la storia è senza dubbio frustrante — tuttavia questo non ha impedito alla serie di regalare un’esperienza imperdibile.

Per gli appassionati di sci-fi in cerca di qualcosa di diverso dal solito, The OA è stata la prova tangibile di ciò che può accadere quando agli autori viene data totale libertà creativa, e seppur priva di un finale definitivo, rimane un’esperienza emotiva altamente coinvolgente.

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Foto: MovieStillsDB

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