Le informazioni di seguito sono estrapolate dal pressbook ufficiale del film.

Durante il loro viaggio, Percy e i suoi amici entrano in contatto con divinità sia buone sia cattive. Mentre sceglievano il cast per l’assortito gruppo di personaggi, Columbus e Barnathan hanno scoperto che i libri di Percy Jackson erano un’importante attrattiva. “Siamo stati molto fortunati con il cast di questo film”, afferma Barnathan. “È proprio vero che i lavori buoni attraggono i bravi attori. Fin dall’inizio, molti artisti si sono uniti a noi perché avevano figli che conoscevano il libro e lo avevano letto. Così è stato per Pierce Brosnan, i cui figli adorano Percy Jackson”.

Brosnan, fresco di successo con il film-musical “Mamma Mia!”, interpreta il ruolo di Chirone il centauro, maestoso e potente responsabile del campo di addestramento per semidei. “In realtà, interpreto il Prof. Brunner, l’insegnante di Percy, e Chirone, che sono la stessa persona”, spiega Brosnan. “Sono il Prof. Brunner in questa epoca. Brunner è su una sedia a rotelle e insegna mitologia greca. Il pubblico non sa perché si trovi su una sedia a rotelle finché non viene trasportato nel mondo della mitologia greca. Quando Percy intraprende il suo viaggio, io divento Chirone, che è un centauro, per metà uomo e per metà cavallo”.

“Chirone è legato alla mitologia del suo tempo, ora e allora”, spiega l’attore del suo ruolo nel film. “Interviene per cercare di evitare l’inizio di una guerra, che creerebbe uno squilibrio nella natura. Se gli dei scendessero sulla terra e interferissero con la vita dei mortali, si scatenerebbe il finimondo”.

Per avere l’altezza giusta di un cavallo, Brosnan ha usato dei trampoli alti circa 1,2 metri. Il reparto accessori di scena ha realizzato un bastone per il personaggio e, partendo da lì, l’attore ha preso spunto dalle esperienze “risalenti agli inizi della mia carriera. Avevo creato una compagnia di artisti di strada chiamata Theater Spiel, che comprendeva clown, trampolieri, mangiafuoco… L’ambiente era simile a quello del circo. Prima dell’inizio delle riprese, ho visitato alcuni maneggi in Canada. Dopodiché, ho dovuto cavarmela da solo”.

E se Brosnan ha lavorato intensamente con i giovani attori Logan Lerman, Brandon T. Jackson, Alexandra Daddario e Jake Abel, non ha condiviso alcuna scena con gli altri membri adulti del cast, inclusi Steve Coogan e Rosario Dawson, nei panni dei litigiosi coniugi dell’oltretomba, Ade e Persefone. Il furfante interpretato da Coogan “è sulle tracce di Percy Jackson per impadronirsi del fulmine di Zeus, che è sparito. Interpreto Ade come fosse un tossico, con una dipendenza dal male. So di essere cattivo, non vorrei ma non posso farne a meno. Pur rappresentando l’asse del male nel film, il personaggio ha dei tratti decisamente comici. La difficoltà consisteva nel trovare il momento giusto per introdurre la commedia, senza mettere a repentaglio l’autorità e la dignità della divinità”.

Coogan è anche stato ispirato per il ruolo dal suo guardaroba divino. “I realizzatori volevano che il personaggio avesse l’aspetto di una sorta di dio del rock”, egli spiega. “Ecco quindi che ho pantaloni e stivali in pelle di serpente, una maglietta strappata, capelli e barba lunghi: un look molto stilizzato. Per me questo aspetto è stato uno spunto importante per il personaggio, che è anche molto vanitoso. Ma immagino che, quando sei una rock star, puoi essere eccentrico, comportarti male e godere di un certo grado d’impunità. L’aspetto fisico mi ha aiutato a trovare il personaggio”.

Se Coogan impersona una sorta di dio del rock sotto le spoglie di Ade, è stato fortunato a condividere la scena (e la magnifica dimora allestita dallo scenografo Howard Cummings) con la dea del palcoscenico Rosario Dawson, che interpreta la moglie Persefone. La Dawson è stata particolarmente incuriosita dalle dinamiche della coppia. “Hanno un rapporto sarcastico e sferzante”, osserva l’attrice. “Lei è costretta a vivere nel mondo degli inferi per diversi mesi all’anno. Odia quel mondo e detesta il marito per ciò che le ha fatto. Nel loro rapporto, vedo due persone molto a proprio agio nell’odiarsi”.

“Ade e Persefone vivono nel mondo degli inferi, che si trova sotto Los Angeles: un luogo perfetto per loro, essendo entrambi molto narcisisti”, aggiunge la Dawson. “Averli modernizzati facendoli vivere nel mondo contemporaneo è stata una scelta perfetta. Trovo interessante il fatto che abbiano creato l’inferno sotto Los Angeles. Penso anche che sia abbastanza triste vedere queste due persone, due divinità, che combattono, si odiano e litigano nell’inferno di un brutto matrimonio in stile hollywoodiano. Forse l’inferno è proprio questo”.

Per il ruolo di Zeus, padre di Persefone, divinità suprema dell’Olimpo e dell’universo, i realizzatori hanno scelto il carismatico attore britannico Sean Bean. Questo ruolo va ad aggiungersi ad altri ritratti epici rappresentati dall’attore, tra i quali Ulisse, a capo dell’esercito greco che sconfigge Troia nel film di Wolfgang Petersen “Troy”, e il prode guerriero Boromir nella trilogia di Peter Jackson de “Il signore degli anelli” (Lord of the Rings).

“Mi hanno sempre attratto la mitologia greca, i miti e le leggende”, afferma Bean. “Adoro le gelosie e i conflitti di Zeus. Non capita spesso l’occasione d’interpretare il re degli dei. Zeus è una canaglia carismatica. Gli piace divertirsi con le donne e gli piace giocare. Ma è anche molto potente, contegnoso e regale”.

Kevin McKidd, che interpreta Poseidone, fratello di Zeus e suo arci-rivale, è stato attratto dal personaggio per varie ragioni: “Non ho mai fatto nulla che i miei figli potessero vedere perché tutto era sempre destinato a un pubblico adulto”, egli spiega. “E mio figlio, coincidenza curiosa, ha appena finito di leggere i primi tre libri della serie, il che è il bel traguardo per un bambino di nove anni. È stato completamente conquistato dal personaggio ed è diventato un esperto di Percy Jackson. Ciò dimostra che la storia ha una forte risonanza nei lettori”.

Un’altra grande attrazione nella galleria di creature con le quali Percy Jackson si confronta è Medusa, la micidiale Gorgone, portata straordinariamente in vita da Uma Thurman. “Ho pensato che Uma sarebbe stata un’affascinante Medusa”, ricorda Columbus. “È una delle donne più belle del mondo ma, al tempo stesso, può ispirare un senso di paura e terrore. Avevo bisogno di un’interprete speciale per Medusa, una donna con una forte carica ammaliante, in grado di costringerti a guardarla negli occhi”.

“Medusa è una figura al tempo stesso contemporanea e classica”, afferma la Thurman del suo ruolo. “Ha un atteggiamento e uno stile moderni, ma la testa è coperta di serpenti attorcigliati, in grado di trasformare in pietra qualunque malcapitato osservatore”.

L’attrice riflette poi che Medusa è un personaggio complesso e la capacità di cui è stata dotata è una forza e una maledizione. “Mi è piaciuta l’idea che sia profondamente tormentata dalla solitudine, che è la sua punizione”, spiega la Thurman. “Puoi vivere per sempre, ma non è un gran bella vita se ogni volta che guardi qualcuno negli occhi lo tramuti in pietra. Medusa è una persona arrabbiata e sola, che vaga nel museo della sua vita”.

Barnathan ricorda quanto fosse ipnotico ascoltare la descrizione del personaggio della Thurman: “Quando Uma si è presentata, era come una sfera di fuoco piena di idee. Aveva già pensato a come interagire con i serpenti sulla testa. Provavamo tutti un senso di soggezione, ascoltandola parlare di come vedeva Medusa e di come avrebbe interpretato la parte”.

I serpenti sulla testa della Thurman sono stati generati al computer, ma Columbus ha fatto portare sul set alcuni serpenti vivi in modo che l’attrice potesse toccarli e maneggiarli durante le prove. “Mi è piaciuto interagire con i serpenti”, ricorda l’attrice. “Interpreto Medusa come una persona sempre sola e così parlo con i miei serpenti. I serpenti vivi mi hanno aiutata a capire come muovermi e come abbracciare questo lato folle e mostruoso del mio personaggio”.

L’acconciatura di serpenti generati al computer è uno dei molti trucchi realizzati con la CGI dal supervisore degli effetti visivi Kevin Mack. Oltre al potente centauro di Brosnan, il mago degli effetti speciali vincitore di un Oscar (“Al di là dei sogni” – What Dreams May Come) ha anche trasformato Brandon T. Jackson in un’altra creatura mitologica, un satiro, per metà uomo e per metà capra.

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