Al suo quarto film nei panni di James Bond, Daniel Craig è oggi una delle incarnazioni cinematografiche più amate della spia inglese nata dalla mente di Ian Fleming. Se ogni generazione ha il Bond che si merita, Craig è senz’altro quello perfetto per la società odierna: spericolato, sfacciato, fisicamente prestante ma elegante, sagace e ironico. Anche se l’attore ha più volte ripetuto di non essere certo di tornare per un futuro Bond 25, è indubbio che ami il personaggio di cui veste i panni dal 2006, tanto da essere diventato anche produttore del nuovo e attesissimo SPECTRE, in uscita il prossimo 5 novembre.

Da attore serio quale è, Craig si è voluto accertare che il personaggio funzionasse nuovamente al servizio di una storia ben scritta come quella di Casino Royale e Skyfall (sorvoliamo sul deludente Quantum of Solace), e non renderlo un semplice servo di innumerevoli scene d’azione come in altri film della serie. Proprio per questo motivo, così, ha insistito con gli altri produttori affinché alla regia tornasse Sam Mendes, che con il precedente capitolo ha svolto un eccelso lavoro, ripagato anche al box-office. Il regista, però, aveva inizialmente declinato l’offerta, portando Craig a interrogarsi sui limiti della sua ambizione. Aveva deciso di non tornare senza Mendes, e al riguardo rivela a Entertainment Weekly: «Erano molto interessati a cavalcare l’onda del successo. “Facciamone subito un altro. E poi un altro ancora, prima che qualcuno se ne dimentichi!”. Però Sam [Mendes] aveva un sacco di impegni e aveva bisogno di tempo».

L’attore ha poi continuato: «Allora ho detto “Fa***lo! Non voglio pensare a Bond”. Ero disgustato. In un primo momento ho pensato “Fa***lo, lo farò con lui. Non voglio farlo con nessun altro!”». Il problema era che aveva firmato un contratto per cinque film della serie con la Eon Productions, quindi era obbligato a tornare nel ruolo con qualunque regista i produttori avessero scelto. Fortunatamente, però, Craig non ha dovuto impugnare le clausole di rescissione del contratto, perché infine Sam Mendes è stato persuaso a tornare con questa promessa: raccontare “le origini del mito di Bond“, riportando in SPECTRE momenti e persone chiave del passato dell’agente che lo hanno reso “il brusco strumento” al Servizio Segreto di Sua Maestà. «Abbiamo squadrato qualche buco e deciso di chiudere consapevolmente alcuni conti in sospeso», ha rivelato Craig: «Non è il corpo principale del film. È la base della pellicola».

Infine, nonostante le stime di apertura di SPECTRE al box office si aggirano intorno agli 80 milioni di dollari e le prime recensioni siano per la maggior parte davvero positive, l’attore ci tiene ad abbassare le aspettative: «Chi lo sa come andrà il film. La cosa peggiore che si possa fare in queste occasioni è dire “Oh sì, c***o! abbiamo fatto un altro film grandioso!”. Io so che abbiamo dato il meglio che potevamo. Abbiamo speso tanti soldi -perché tanti ne avevamo da spendere- per questo film. Il pubblico se lo merita, come è giusto. In fondo, sono rimasti bloccati con me già in tre film!».

Fonte: EW

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