Spider-Man: dopo ben nove film live-action, queste 3 cose continuano a non avere senso
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Spider-Man: dopo ben nove film live-action, queste 3 cose continuano a non avere senso

Sono passati 24 anni dall'esordio del film capostipite di Sam Raimi, eppure tutte le incarnazioni di Peter Parker si sono portate dietro le stesse "stranezze"

Spider-Man: dopo ben nove film live-action, queste 3 cose continuano a non avere senso

Sono passati 24 anni dall'esordio del film capostipite di Sam Raimi, eppure tutte le incarnazioni di Peter Parker si sono portate dietro le stesse "stranezze"

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Circa 24 anni fa faceva il suo esordio sul grande schermo lo Spider-Man di Sam Raimi, il quale ha inaugurato il fortunato filone degli adattamenti cinematografici riservati all’eroe Marvel. La trilogia di Raimi, i due film di The Amazing Spider-Man diretti da Marc Webb e i quattro capitoli ambientati nel Marvel Cinematic Universe hanno regalato al pubblico versioni differenti di Peter Parker, modificandone tratti di personalità, alleati, avversari e anche alcuni aspetti riguardanti la vita quotidiana. 

Tutti questi adattamenti condividono la stessa fonte d’ispirazione, tuttavia dopo ben nove film dedicati al personaggio rimangono almeno tre aspetti ancora senza spiegazione che si rincorrono ad ogni nuova iterazione sul grande schermo e che, almeno per chi ha conosciuto il personaggio attraverso i film e non i fumetti, continuano a non avere molto senso.

1. Quanto è forte davvero il fattore rigenerante di Spider-Man?

Nei fumetti Marvel, Spider-Man possiede capacità di guarigione decisamente superiori a quelle di un normale essere umano. Non è naturalmente paragonabile a Wolverine, capace di rigenerare persino gli arti, ma il suo organismo gli permette comunque di recuperare molto rapidamente da fratture, ferite profonde e traumi importanti. Sebbene faccia chiaramente parte delle incarnazioni cinematografiche del personaggio, la sua reale portata sul grande schermo non è mai stata chiarita del tutto.

Il vero problema è che questa capacità sembra cambiare in base alle esigenze della storia. Durante le sequenze d’azione, tutte le incarnazioni di Spider-Man sembrano praticamente indistruttibile, mentre quando la storia necessita di uno switch drammatico può improvvisamente diventare estremamente vulnerabile. In Brand New Day, per esempio, Peter riesce a resistere a scontri con mezzi corazzati, salvo poi rischiare di morire a causa di un “semplice” proiettile. Nessuno dei film ha mai chiarito davvero quanto tempo gli serva per guarire, quali ferite possa sopportare e quali invece possano risultare fatali, rendendo di fatto questa capacità sorprendentemente nebulosa.

2. Perché Peter Parker non trova un lavoro migliore?

La trilogia di Sam Raimi è quella che affronta maggiormente le difficoltà economiche di Peter, mostrandolo mentre cerca di mantenersi lavorando al Daily Bugle e, per un periodo, anche in una pizzeria, mentre The Amazing Spider-Man dedica invece pochissimo spazio a questo aspetto. Nei primi film del MCU Peter vive con zia May e può contare sull’appoggio degli Avengers, mentre in Brand New Day si ritrova nuovamente senza quella rete di sicurezza. Di fatto Peter continua a permettersi un appartamento, attrezzature e tecnologia da utilizzare per la sua attività di vigilante senza avere una vera fonte di reddito. Certo, conciliare un lavoro con la necessità di poter diventare Spider-Man in qualsiasi momento non è semplice.

Ma Peter Parker è anche un ragazzo dotato di un’intelligenza fuori dal comune, con competenze scientifiche che lo hanno persino portato a entrare in contatto con aziende come Oscorp e con alcune delle più prestigiose università. Insomma, possibile che non riesca a trovare un impiego più remunerativo e flessibile? Nell’epoca dello smart working, poi, Peter potrebbe persino dedicarsi alla ricerca da remoto, riuscendo così a finanziare la propria attività di Spider-Man senza dover scegliere continuamente tra il lavoro e la lotta al crimine.

3. Perché Spider-Man si identifica proprio con un ragno?

Questa è probabilmente la questione più curiosa. Peter ottiene i suoi poteri dopo essere stato morso da un ragno, certo, ma questo non significa necessariamente che debba costruire tutta la propria identità attorno ad esso. Del resto, pochissime persone conoscono la vera origine dei suoi poteri e abilità come la forza, la capacità di arrampicarsi sui muri, i riflessi estremi e il cosiddetto “senso di ragno” non sono caratteristiche che una persona comune assocerebbe immediatamente a un aracnide.

Nei film di Sam Raimi il collegamento è almeno più comprensibile, dal momento che Peter produce organicamente le proprie ragnatele. Nelle versioni interpretate da Andrew Garfield e Tom Holland, invece, i lancia-ragnatele sono device di sua invenzione che vedono la luce solo dopo la sua acquisizione dei poteri. Rimane quindi piuttosto curioso che Peter scelga comunque di costruire la propria identità intorno al ragno soltanto perché è stato morso da uno di questi animali.

Se per Batman, per esempio, l’uso del pipistrello ha una precisa ragione simbolica e tematica, per Spider-Man, invece, il collegamento appare molto meno immediato. Del resto, nelle versioni in cui le ragnatele hanno origine artificiale, il tema del ragno viene aggiunto soltanto dopo l’acquisizione dei poteri. Insomma, ha perfettamente senso come elemento distintivo di un fumetto Marvel, ma all’interno dell’universo di Peter Parker rimane una scelta piuttosto curiosa.

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Foto: MovieStillsDB

Fonte: ComicBook

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