Squid Game, c'è un dettaglio sui VIP della terza stagione che non ha assolutamente senso
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Squid Game, c’è un dettaglio sui VIP della terza stagione che non ha assolutamente senso

Un’incongruenza nella messa in scena rischia di compromettere la tensione costruita con cura nelle stagioni precedenti

Squid Game, c’è un dettaglio sui VIP della terza stagione che non ha assolutamente senso

Un’incongruenza nella messa in scena rischia di compromettere la tensione costruita con cura nelle stagioni precedenti

I VIP in Squid Game 3

Tra le molte scelte narrative che hanno fatto discutere nella terza stagione di Squid Game, ce n’è una in particolare che ha lasciato perplessi anche i fan più appassionati. Riguarda i VIP, i ricchi spettatori che assistono e scommettono sui giochi mortali, già criticati in passato per la loro caratterizzazione e per le loro performance caricaturali. Ma stavolta il problema non è tanto la recitazione, quanto una scelta di scrittura che contraddice completamente la logica costruita nelle stagioni precedenti.

Fin dalla prima stagione, i VIP sono stati presentati come figure misteriose, nascoste dietro maschere dorate per preservare l’anonimato. Un dettaglio sensato, coerente con il tono segreto e criminale dell’organizzazione. Ma nella terza stagione, qualcosa cambia radicalmente: in un episodio, vediamo i VIP agire direttamente nei giochi, travestiti da sorveglianti con le iconiche tute rosa, mentre giustiziano i concorrenti rimasti indietro.

Fin qui, tutto potrebbe anche essere letto come un’escalation nella loro crudeltà. Ma c’è un momento che rovina tutto: durante questa sequenza, i VIP si tolgono le maschere e si mostrano apertamente l’uno all’altro. Nessuno sembra preoccuparsi, nessuno reagisce. Per una serie che ha costruito gran parte della sua tensione sulla segretezza e sull’anonimato, è un’incoerenza evidente.

Come se non bastasse, nelle scene successive, gli stessi VIP tornano a indossare le loro maschere dorate e a comportarsi come se nulla fosse accaduto. Una scelta che rende il travestimento improvvisamente inutile: se tutti conoscono l’identità degli altri, perché continuare a fingere?

Un altro elemento potenzialmente interessante — e del tutto ignorato — è la possibilità di introdurre dinamiche interne tra i VIP, una sorta di conflitto o di lotta di potere tra miliardari senza scrupoli. Ma la serie non coglie l’occasione, e lascia questa svolta potenziale completamente inesplorata.

Questo dettaglio, apparentemente minore, è invece un sintomo di un problema più ampio: Squid Game 3 sembra più concentrata sullo shock e sullo spettacolo che sulla costruzione coerente del suo universo narrativo. Un vero peccato, considerando quanto fosse solida e ben congegnata la stagione d’esordio.

Fonte: SlashFilm

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