Squid Game, lo spin-off americano è già nei guai: cosa sta succedendo
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Squid Game, lo spin-off americano è già nei guai: cosa sta succedendo

Il progetto ambientato negli Stati Uniti potrebbe subire una pesante battuta d'arresto dopo una decisione che rischia di cambiare i piani di Netflix

Squid Game, lo spin-off americano è già nei guai: cosa sta succedendo

Il progetto ambientato negli Stati Uniti potrebbe subire una pesante battuta d'arresto dopo una decisione che rischia di cambiare i piani di Netflix

Il futuro di Squid Game potrebbe essere molto più incerto del previsto. Dopo il successo senza precedenti della serie sudcoreana, Netflix sembrava intenzionata ad ampliare il franchise con un nuovo progetto ambientato negli Stati Uniti. Tuttavia, gli ultimi sviluppi legati a David Fincher, indicato come principale figura creativa dello spin-off americano, rischiano di compromettere i piani della piattaforma e sollevano nuovi interrogativi sulla possibilità che la produzione veda effettivamente la luce.

La volontà di proseguire l’universo narrativo della serie appariva comprensibile alla luce dei risultati ottenuti. Con 265,2 milioni di visualizzazioni, la prima stagione di Squid Game rimane la più vista nella storia di Netflix, mentre la seconda e la terza occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto tra le produzioni non in lingua inglese, con 192,6 e 145,8 milioni di visualizzazioni.

Nell’ottobre 2024, Deadline aveva rivelato che Fincher era al lavoro su una versione in lingua inglese della serie, destinata presumibilmente a esplorare il funzionamento dei giochi mortali sul territorio americano. A differenza del reality Squid Game: The Challenge, si sarebbe trattato del primo vero spin-off narrativo del franchise, capace di trasferire le dinamiche della storia originale in un contesto completamente diverso.

Un possibile collegamento era già stato suggerito nel finale della terza stagione. Nell’ultima sequenza, Hwang In-ho, interpretato da Lee Byung-hun, si trova a Los Angeles quando assiste a una scena particolarmente significativa: una misteriosa donna in abito elegante, interpretata da Cate Blanchett, sta giocando a ddakji con un uomo, per poi schiaffeggiarlo. Il comportamento richiama quello del Reclutatore interpretato da Gong Yoo, responsabile dell’ingresso di Seong Gi-hun e degli altri concorrenti nei giochi.

La scena sembrava quindi suggerire l’esistenza di un’organizzazione analoga negli Stati Uniti, con Blanchett nel ruolo di una reclutatrice americana. Un indizio che, insieme alle indiscrezioni sul coinvolgimento di Fincher, aveva alimentato le aspettative per una possibile espansione del franchise.

A cambiare le prospettive è arrivata la notizia della separazione tra David Fincher e Netflix. Secondo quanto riportato, il regista avrebbe deciso di non rinnovare il proprio accordo con la piattaforma, destinato a scadere nel 2027, mettendo così fine a una collaborazione che negli anni ha portato alla realizzazione di diversi progetti importanti.

Fincher ha diretto per Netflix film come Mank e The Killer, oltre all’imminente Le nuove disavventure di Cliff Booth. Sul fronte televisivo, è stato una delle principali figure creative di Mindhunter e ha contribuito come produttore a produzioni quali House of Cards e Love, Death & Robots.

L’uscita di scena del cineasta rappresenterebbe quindi un ostacolo significativo per lo sviluppo della nuova serie. Va comunque precisato che Netflix non ha mai confermato ufficialmente la produzione dello spin-off, né ha fornito aggiornamenti concreti dopo le prime indiscrezioni diffuse da Deadline. Di conseguenza, non è possibile parlare di una cancellazione vera e propria.

In teoria, il progetto potrebbe ancora essere sviluppato sotto la guida di un altro autore. Sostituire un regista come Fincher, autore di film quali Seven, Fight Club, Zodiac, The Social Network e Gone Girl, significherebbe però rinunciare a una delle caratteristiche che rendevano particolarmente interessante questa nuova interpretazione dell’universo di Squid Game.

Al di là delle difficoltà produttive, resta da capire se un’espansione americana sia davvero necessaria per il franchise. Il successo di Squid Game non dipende infatti soltanto dalla violenza dei giochi o dalla loro capacità di trasformare attività infantili in competizioni mortali, ma soprattutto dal racconto umano e sociale costruito dal creatore Hwang Dong-hyuk.

La storia di Seong Gi-hun, interpretato da Lee Jung-jae, ha rappresentato il cuore emotivo della serie, accompagnando il pubblico attraverso un percorso fatto di sopravvivenza, senso di colpa e tentativi di ribellione contro il sistema. Un viaggio che ha trovato la propria conclusione nella terza stagione, chiudendo il principale arco narrativo della produzione.

Proprio per questo, uno spin-off americano rischierebbe di riproporre dinamiche già esplorate, limitandosi a sostituire i personaggi e l’ambientazione senza introdurre elementi narrativi davvero nuovi. Il franchise ha già raccontato cosa significhi partecipare ai giochi, vincerli, tornarvi e tentare di distruggere un sistema che sembra impossibile da eliminare definitivamente. Un eventuale nuovo capitolo dovrebbe quindi trovare una prospettiva sufficientemente originale per giustificarne l’esistenza, evitando di affidarsi esclusivamente allo spettacolo della violenza.

Per il momento, il destino dello spin-off americano di Squid Game rimane dunque incerto. Il mancato rinnovo dell’accordo di Fincher con Netflix potrebbe spingere la piattaforma a ripensare completamente il progetto o a valutare altre strade per il futuro del franchise.

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Foto: Netflix

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