Star-Lord tra i velociraptor: intervista a Chris Pratt
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Star-Lord tra i velociraptor: intervista a Chris Pratt

Occhi furbi, sorriso gentile, fisico da culturista e una gran dose di autoironia. Dai Guardiani della Galassia a Jurassic World, immaginandolo magari un giorno nei panni di Indiana Jones, Chris Pratt è l'eroe perfetto per le nuove avventure hollywoodiane. Basta vedere come addestra un dinosauro...

Star-Lord tra i velociraptor: intervista a Chris Pratt

Occhi furbi, sorriso gentile, fisico da culturista e una gran dose di autoironia. Dai Guardiani della Galassia a Jurassic World, immaginandolo magari un giorno nei panni di Indiana Jones, Chris Pratt è l'eroe perfetto per le nuove avventure hollywoodiane. Basta vedere come addestra un dinosauro...

«Vivevo a Marysville, nello stato di Washington. I miei genitori e una coppia di loro amici hanno organizzato questa specie di appuntamento fra il sottoscritto e la loro figlia. Io avevo 13 anni e lei ne aveva 11, forse 12. È stato imbarazzante. I nostri genitori ci volevano vedere fidanzati perché erano davvero molto uniti e avrebbero voluto, credo, che diventassimo una sola famiglia. La cosa è stata piuttosto stravagante sino al momento in cui non ci siamo seduti al cinema e siamo entrati nel mondo di… Jurassic Park. Non ricordo più nulla di quella strana serata se non il film». Come Chris Pratt, anche noi ricordiamo bene la nostra prima volta nel parco, quel giorno del 1993 in cui il cinema ha mostrato una nuova faccia, un’altra volta, a noi che non sapevamo credere ai nostri occhi. Sono passati 22 anni da quel giorno, 22 anni che hanno fatto di questo ragazzone americano con gli occhi furbi e il sorriso gentile il perfetto eroe avventuriero, tanto che non sarebbe strano, dopo averlo visto cavalcare gli spazi stellari nei panni di Star-Lord, immaginarlo in quelli impolverati di Indiana Jones. Nel frattempo, però, lui ammaestra e guida squadre di velociraptor nelle foreste di un’isola tropicale, impegnato a tener testa a una gigantesca creatura geneticamente modificata.

Best Movie: Da quel che mi dici, immagino ci tenessi molto a far parte del film.
Chris Pratt: «Beh, sono sempre stato eccitato dai dinosauri. Credo sia affascinante per tutti, bambini e adulti, pensare che sulla Terra siano esistiti esseri alti come un palazzo a sette piani. Terrificante e allo stesso tempo entusiasmante».

BM: Dicono che recitare con bambini e animali sia difficile. E con i dinosauri?
CP: «Sono peggio di tutti: in pratica avevamo dei punti di riferimento da prendere in considerazione, palline da tennis infilzate su pali, che dovevamo guardare come fossero la cosa più spaventosa del mondo».

BM: Pensi che questo film possa suscitare nei ragazzi di oggi la stessa reazione che il primo capitolo ha avuto nel pubblico del ’93?
CP: «Credo di sì, perché questa storia racconta esattamente dove siamo oggi. 22 anni dopo quel primo film tante cose sono cambiate, noi esseri umani in particolare, e quest’opera rispecchia il nostro momento, il mondo di oggi, annoiato dai troppi input. Racconta di questi ragazzi che passeggiano fra i dinosauri guardando il telefonino. E in questa società, sempre in cerca di stimoli, diventa obbligatorio cercare nuovi spunti di attrazione. È allora che iniziano i guai».

Leggi l’intervista completa su Best Movie di giugno in edicola dal 27 maggio.

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