L’ultima ondata di film di Star Wars ha posto il focus sul passato di Han Solo — non solo quello descritto nelle trilogie, ma cnhe dipinto nei fumetti e anche lo spin-off in via di sviluppo dovrebbe vertere su Han Solo prima che lo incontriamoin nella cantina di Mos Eisley.

Ma lasciamo che sia proprio Harrison Ford a parlarcene.

Ti hanno parlato del film sul giovane Han Solo previsto per il 2018?
«Penso che ne abbiano parlato al giovane Han Solo».

Quale consiglio daresti all’attore che hanno scelto (qui l’ipotesi più rumoreggiata), per entrare nella testa di Solo?

«Gli direi: “Parla col tuo regista. Guarda i film e benvenuto a bordo. Fai il tuo”».

Come si sente al pensiero che qualcun altro impugnerà il blaster?

«Non ci ho mai pensato».

Seriamente: ci hai lavorato come artigiano, carpentiere e attore. Non è naturale sentirsi proprietario di qualcosa che hai contribuito a costruire?
«
Avevo altre cose a cui pensare. Dovevo mettere a posto le scarpe, dovevo riparare la motocicletta. Avevo un sacco di cose a cui pensare». Questo è il genere di cose che mandano ai matti Leila…

Sono passati trentadue anni per il capitano del Millennium Falcon. Come è cambiato in questo nuovo film?
«Beh, ha sempre vissuto con me. Diciamo che trentadue anni sono un bel po’ di anelli nel tronco, un bel po’ di esperienza. Si potrebbero fare parecchie congetture, ma credo che la risposta migliore la offra il film. Meglio lasciare all’episodio VII la risposta».

Quando Oscar Isaac, che è pilota di un X-Wing, ti ha chiesto se la sua esperienza da pilota è servita per interpretare il ruolo, è vero che gli ha risposto rudemente, spiegandogli che  Star Wars non è reale?

«Gli ho detto: fallo e basta!» ha detto Ford , diventando improvvisamente animato. «Voglio dire, è un film. Nello spazio. Non voli nello spazio, come nell’atmosfera terrestre». Ma in effetti, ripensandoci, si accorge che sono le stesse domande che faceva lui quattro decadi fa. «Non so se George [Lucas] sapesse come si guida il Millennium Falcon la prima volta che l’ho fatto. “Come si guida questo, George?’” Ford dice,  facendo un’imitazione nasale e meditabonda del creatore di Star Wars: «Beh, io non lo so, gira gli interruttori e poi errrr…»

Tormentare Lucas su Star Wars è stato uno dei tuoi passatempi preferiti, sin dal primo film, Quando gli dicesti la famosa frase: «Puoi anche scrivere questa merda, ma non posso dirla».

«Beh, prova a dire “Devo controllare sul computer di bordo le coordinate”» dice Ford. «Fai andare la bocca, George, mentre scrivi! Aiuta!».

Non ti sembra di mancare di rispetto ai fan?

«No, sdrammatizzo, ma mi è mancata l’aria al Comic-Con di San Diego, davanti a quelle 6000 persone. È stato emozionante.  Non so chi avrebbe potuto non commuoversi».

 

 

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