Se amate le storie di supereroi, soprattutto quelle costruite attorno a eredità, seconde generazioni e giovani protagonisti chiamati a crescere troppo in fretta, Stargirl è una serie DC che merita decisamente di essere recuperata. Andata in onda per tre stagioni tra il 2020 e il 2022, la serie è arrivata su The CW in una fase particolare, quando l’Arrowverse era ormai vicino alla sua conclusione e il panorama televisivo dei supereroi stava iniziando a cambiare.
Proprio per questo, Stargirl è rimasta spesso più defilata rispetto ad altri titoli DC del canale, da Arrow a The Flash, passando per Supergirl e Legends of Tomorrow. A differenza di molte di queste serie, infatti, non ha mai interagito davvero con il resto dell’Arrowverse, se non attraverso un breve riferimento nel crossover Crisis on Infinite Earths, che lasciava intendere la sua esistenza su un’altra Terra del multiverso. Questa autonomia, però, è anche uno dei suoi maggiori punti di forza.
Stargirl racconta una storia supereroistica più compatta e indipendente, centrata su una nuova generazione di eroi alle prese con un’eredità enorme. La serie non parte dalla nascita dei primi supereroi, ma dalle conseguenze della loro sconfitta. Anni prima, la Justice Society of America è stata distrutta in uno scontro con la Injustice Society, lasciando dietro di sé mantelli, segreti e responsabilità rimaste sospese.
La protagonista è Courtney Whitmore, interpretata da Brec Bassinger, una ragazza che scopre nel seminterrato di casa il Bastone Cosmico appartenuto a Starman. Attraverso quell’oggetto, Courtney viene trascinata in un mondo che fino a quel momento sembrava lontanissimo dalla sua vita quotidiana. A guidarla c’è il patrigno Pat Dugan, interpretato da Luke Wilson, ex spalla di Starman e custode di un passato che la ragazza è determinata a riportare alla luce.
Convinta che il Bastone Cosmico l’abbia scelta per una ragione speciale, Courtney assume l’identità di Stargirl e decide di ricostruire la Justice Society reclutando alcuni compagni di scuola. Nasce così una nuova squadra di giovani eroi: Yolanda Montez diventa Wildcat, Beth Chapel raccoglie l’eredità di Doctor Mid-Nite e Rick Tyler assume il ruolo di Hourman, portando avanti il lascito del padre.
La forza della serie sta nel modo in cui unisce l’avventura supereroistica a un racconto di formazione molto sentito. I protagonisti devono imparare a combattere, usare poteri e gadget, affrontare villain pericolosi e proteggere la cittadina di Blue Valley. Allo stesso tempo, però, devono fare i conti con problemi molto più concreti: rabbia, lutto, solitudine, bullismo, insicurezze e il bisogno di trovare un posto nel mondo.
Ogni personaggio ha un percorso emotivo riconoscibile. Courtney cerca la verità sul proprio passato e scopre che la famiglia non dipende solo dai legami di sangue. Rick deve imparare a gestire una rabbia che rischia di consumarlo. Beth affronta il senso di abbandono, mentre Yolanda porta addosso ferite personali che rendono il suo percorso da eroina ancora più complesso. È questo equilibrio tra azione e dimensione emotiva a rendere Stargirl più interessante di quanto si potrebbe pensare.
Un altro tema centrale è quello dell’eredità. La serie non racconta soltanto ragazzi che prendono il posto degli eroi del passato, ma anche figli costretti a fare i conti con le colpe dei propri genitori. Attraverso personaggi come Cindy, Artemis e Cameron, Stargirl esplora infatti anche il lato più oscuro del lascito familiare, mostrando come il confine tra bene e male possa essere molto più complicato di quanto sembri.
A distinguere la serie da molti altri prodotti DC è anche la scelta di puntare su personaggi meno sfruttati dal grande pubblico. La Justice Society ha una storia importante nei fumetti, ma non gode della stessa popolarità di icone come Batman, Superman o Wonder Woman. Questo permette a Stargirl di muoversi con maggiore libertà, senza il peso costante del confronto con versioni già leggendarie.
Il risultato è una serie colorata, avventurosa e sincera, capace di parlare a chi ama i supereroi ma cerca qualcosa di diverso dai soliti nomi più noti. In sole tre stagioni, Stargirl costruisce un mondo ricco di personaggi, conflitti familiari e battaglie morali, dimostrando che anche le storie più piccole possono avere un grande cuore. Per chi cerca una serie DC da recuperare, è una piccola gemma rimasta troppo a lungo sottovalutata.
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