Steven Spielberg avrebbe potuto cambiare per sempre Harry Potter... ma scelse un'altra strada
whatsapp

Steven Spielberg avrebbe potuto cambiare per sempre Harry Potter… ma scelse un’altra strada

Il regista sarebbe potuto entrare nel Wizarding World fin dal primo film, ma una serie di motivi personali e artistici lo portò altrove...

Steven Spielberg avrebbe potuto cambiare per sempre Harry Potter… ma scelse un’altra strada

Il regista sarebbe potuto entrare nel Wizarding World fin dal primo film, ma una serie di motivi personali e artistici lo portò altrove...

Steven Spielberg è uno dei registi che più hanno contribuito a definire l’immaginario del cinema popolare contemporaneo, da Indiana Jones a Jurassic Park. Eppure, nella sua carriera c’è anche un grande franchise che avrebbe potuto portare la sua firma, ma che alla fine ha preso una strada diversa: Harry Potter. Il regista era infatti stato preso in considerazione per dirigere il primo film della saga, Harry Potter e la pietra filosofale, ma decise di abbandonare il progetto prima che entrasse nel vivo.

La vicenda non è nuova, ma Spielberg è tornato a parlarne offrendo un ulteriore elemento per capire meglio la sua scelta. In una conversazione con TCM, il regista ha spiegato che uno dei motivi decisivi fu la morte di Stanley Kubrick nel 1999. Dopo la scomparsa del cineasta, la moglie Christiane Kubrick e il cognato Jan Harlan si rivolsero a Spielberg chiedendogli di portare a termine A.I. – Intelligenza artificiale, progetto che Kubrick aveva sviluppato per anni e che avrebbe voluto affidare proprio a lui.

Spielberg ha raccontato di essere stato avvicinato dalla famiglia di Kubrick durante il funerale del regista. Da quel momento, la possibilità di dirigere A.I. assunse per lui un peso particolare. «In realtà lasciai Harry Potter, che avrebbe dovuto essere il mio film successivo. Rinunciai. Sarebbe stato un film enorme, perché il libro era già un fenomeno culturale. Rinunciai a quello per fare essenzialmente A.I.», ha spiegato.

Questa nuova dichiarazione aggiunge un tassello a una scelta di cui Spielberg aveva già parlato in passato. Nel 2023, infatti, il regista aveva spiegato di aver rinunciato a Harry Potter anche per ragioni familiari: dirigere il primo film avrebbe significato trasferirsi a Londra per circa un anno e mezzo, restando lontano dai propri figli. Una decisione che, nelle sue parole, lo aveva portato a scegliere la famiglia al posto di un franchise destinato a diventare uno dei più importanti della storia del cinema contemporaneo.

Già nel 2021, inoltre, Spielberg aveva raccontato alla BBC di aver avuto alcune esitazioni rispetto all’idea di dirigere un film pensato soprattutto per un pubblico di bambini. Il regista aveva lavorato al progetto per circa sei mesi, ma alla fine aveva capito di non sentirsi pronto per realizzare un film interamente orientato verso quel tipo di pubblico. Anche in quell’occasione aveva collegato la scelta ai suoi impegni personali e familiari.

Le nuove parole di Spielberg non sembrano quindi contraddire le spiegazioni precedenti, ma piuttosto completarle. La rinuncia a Harry Potter sembra essere stata il risultato di più fattori arrivati nello stesso momento: la prospettiva di restare lontano dalla famiglia, i dubbi sul tono del progetto e, soprattutto, la richiesta di raccogliere l’eredità di Kubrick portando finalmente sullo schermo A.I. – Intelligenza artificiale.

A posteriori, quella decisione può sembrare una clamorosa occasione mancata. Harry Potter è diventato uno dei franchise cinematografici più amati e redditizi di sempre, mentre A.I. – Intelligenza artificiale non fu accolto all’epoca con lo stesso entusiasmo di altri film di Spielberg. Eppure, col passare degli anni, il film è stato rivalutato per la sua complessità e per il modo in cui riflette sul rapporto tra umanità, tecnologia e desiderio di essere amati, temi oggi persino più attuali rispetto al momento della sua uscita.

La scelta di Spielberg, dunque, appare meno sorprendente se letta nel contesto della sua carriera e del suo rapporto con Kubrick. Harry Potter avrebbe probabilmente rappresentato un successo quasi garantito, ma A.I. gli offriva l’occasione di confrontarsi con un’eredità artistica importante e con un progetto profondamente diverso da tutto ciò che il pubblico si aspettava da lui.

Alla fine, la saga del maghetto ha trovato la propria identità senza Spielberg, mentre il regista ha potuto aprire una nuova fase della sua filmografia, proseguendo poi con titoli come Minority Report e Prova a prendermi. Una scelta rischiosa, forse, ma anche coerente con un autore che, davanti a uno dei franchise più promettenti della storia del cinema, preferì seguire una strada più personale e complessa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA