La quinta e ultima stagione di Stranger Things chiude definitivamente uno dei più grandi fenomeni televisivi degli ultimi dieci anni, portando a termine lo scontro con Vecna e mettendo fine al legame tra Hawkins e il Sottosopra. Eppure, proprio nel momento in cui la serie sembrava voler tirare le fila di tutto ciò che ha raccontato, è emersa una scelta narrativa difficile da ignorare: una delle sottotrame più disturbanti, cariche di implicazioni morali e orrorifiche, viene introdotta e poi lasciata quasi completamente in sospeso, fino a diventare la storia più tragica mai raccontata dalla serie.
Ambientata diciotto mesi dopo gli eventi della quarta stagione, la stagione 5 mostra una Hawkins militarizzata, isolata dal resto del Paese e trasformata in una zona di quarantena. L’esercito ha stabilito una base operativa non solo in città, ma anche nel Sottosopra, ormai rivelato come un vero e proprio ponte verso un’altra dimensione. Mentre Undici e il resto del gruppo preparano il piano finale per eliminare Vecna una volta per tutte, la serie introduce una rivelazione sconvolgente: i militari stanno conducendo esperimenti su donne incinte, nel tentativo di creare nuovi bambini dotati di poteri paranormali.
La scoperta avviene attraverso Kali, ritrovata da Hopper all’interno della base e nuovamente prigioniera di un gruppo di scienziati guidati dalla dottoressa Kay. Durante una breve fuga, Kali entra in una stanza nascosta dove sono rinchiuse diverse donne incinte, tenute in vita solo per essere sottoposte a trasferimenti di sangue. Il loro scopo è chiaro: replicare gli esperimenti del dottor Brenner e dare vita a una nuova generazione di “bambini speciali”. Tuttavia, il sangue di Kali non si rivela abbastanza potente, spingendo gli scienziati a puntare su Undici, considerata l’unico vero successo di quel programma.
Quella sequenza, breve ma potentissima, suggerisce uno degli orrori più estremi mai mostrati in Stranger Things; eppure, dopo questa rivelazione, la serie smette completamente di occuparsi di quelle donne. Nel corso degli episodi successivi, e soprattutto nel finale, non viene mai chiarito se siano state salvate, evacuate o semplicemente abbandonate nel Sottosopra. Quando il gruppo decide di distruggere definitivamente quella dimensione, il loro destino non viene nemmeno menzionato.
Solo in un secondo momento i fratelli Duffer hanno confermato che le donne incinte sono morte con la distruzione del Sottosopra. Una rivelazione che rende la loro storia ancora più devastante: anche se il piano finale non fosse stato attuato, quelle donne non avrebbero comunque avuto un futuro, destinate a morire a causa degli esperimenti. È una tragedia silenziosa, consumata fuori campo, che la serie non si prende mai davvero il tempo di affrontare.
Questo vuoto narrativo pesa ancora di più se messo in relazione con il sacrificio finale di Undici. Nel finale della serie, la ragazza decide di sacrificarsi per impedire che simili esperimenti possano continuare e per spezzare definitivamente l’eredità di Brenner. Ma la sottotrama delle donne incinte finisce per apparire soprattutto come un espediente narrativo, introdotto per giustificare emotivamente quella scelta estrema. Quelle vite diventano così un mezzo, non un fine: una tragedia funzionale al percorso di Undici, ma priva di una vera risoluzione autonoma.
Il risultato è che Stranger Things utilizza una delle sue idee più oscure e disturbanti senza mai affrontarne fino in fondo le conseguenze. La serie avrebbe potuto costruire il sacrificio di Undici in molti altri modi, ma ha scelto di introdurre una storia carica di implicazioni etiche e orrorifiche, salvo poi ignorarla nel momento in cui avrebbe meritato maggiore attenzione. Ed è proprio questa omissione a rendere quella sottotrama, più di qualsiasi morte o addio mostrato sullo schermo, la storia più tragica dell’intera stagione 5.
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Fonte: ScreenRant
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