Fin dal debutto della quinta stagione, Stranger Things ha riportato al centro della narrazione un elemento spesso evocato ma mai davvero esplorato: il legame oscuro che unisce Will Byers al Male del Sottosopra. Ed è proprio questo filo sotterraneo, potenziato nei nuovi episodi, ad aver scatenato un’ondata di teorie tra i fan. La più sorprendente? Il parallelismo sempre più evidente con la saga di Harry Potter, al punto che molti spettatori stanno leggendo l’arco narrativo di Will attraverso la lente inquietante degli Horcrux.
Da anni lo show lascia intendere che qualcosa di profondo e indelebile sia rimasto dentro Will dopo il rapimento nella prima stagione. Ma è solo ora, nella parte iniziale della stagione 5, che questa intuizione assume una forma concreta: Will non è più soltanto un testimone dell’oscurità. È un tramite. Le sue visioni diventano più violente, la connessione con il nemico più diretta, quasi simbiotica. Un’evoluzione narrativa che ha immediatamente riportato alla mente dei fan l’iconico legame tra Harry e Voldemort, con tutte le sue implicazioni psicologiche e tragiche.
Il paragone non è campato per aria. Come Harry percepiva i pensieri del suo antagonista, anche Will sembra “sentire” ciò che accade oltre il velo del Sottosopra. In una delle sequenze più discusse dei nuovi episodi, il personaggio arriva addirittura a replicare — contro la sua volontà — alcune delle manifestazioni di potere viste nel villain, come se un frammento di quell’entità fosse ancora ancorato alla sua mente. Non è un caso che Noah Schnapp abbia dichiarato di aver rivisto i film di Harry Potter per prepararsi a questo nuovo sviluppo: «Ci sono molte somiglianze nel modo in cui i due personaggi convivono con una presenza che li sovrasta».
I fratelli Duffer, dal canto loro, non hanno mai nascosto che Will sarebbe diventato la chiave del capitolo finale. Ciò che sorprende è il modo in cui questa centralità prende forma: non come un destino luminoso, ma come un percorso segnato dal trauma, dalla paura, dalla sensazione di essere “abitato” da qualcosa che non gli appartiene. Un’evoluzione che rinnova il tema classico del prescelto, trasformandolo in qualcosa di più inquietante e maturo rispetto alla tradizione fantasy.
E a rendere tutto ancora più intrigante è la domanda che ora domina il fandom: cosa implica davvero questa connessione? Se il parallelismo con Harry Potter è accurato, la serie potrebbe avvicinarsi a territori narrativi molto più cupi del previsto. Nel Wizarding World, infatti, il legame tra Harry e Voldemort portava con sé una conseguenza drammatica e inevitabile. Stranger Things seguirà la stessa strada o sovvertirà completamente il mito, offrendo una via d’uscita meno tragica?
Qualunque sarà la risposta, una cosa è certa: Will Byers, spesso relegato ai margini nelle stagioni centrali, è ora il vero fulcro emotivo e narrativo della serie. E questa sorprendente eco del mondo magico non fa che rendere più alta l’attesa per il gran finale.
Fonte: Collider
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