Stranger Things, la quinta stagione ha finalmente risolto un buco di trama rimasto in sospeso 9 anni
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Stranger Things, la quinta stagione ha finalmente risolto un buco di trama rimasto in sospeso 9 anni

La quinta stagione della serie Netflix torna sulle origini del mistero che ha segnato l’inizio della storia

Stranger Things, la quinta stagione ha finalmente risolto un buco di trama rimasto in sospeso 9 anni

La quinta stagione della serie Netflix torna sulle origini del mistero che ha segnato l’inizio della storia

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Fin dalla prima stagione, Stranger Things ha lasciato i fan con una domanda che ha alimentato forum, teorie e video-analisi per quasi un decennio: perché Vecna ha scelto proprio Will Byers come sua prima vittima? Perché quel bambino, tra tutti quelli che vagavano per Hawkins nella notte del rapimento? E, soprattutto, cosa c’era davvero dietro quel momento che ha cambiato per sempre il destino della serie?

Nove anni dopo, il volume 1 della stagione 5 riporta la storia al suo punto di origine e offre finalmente una risposta capace di rimettere in prospettiva l’intera mitologia dello show… e forse di ribaltarla. Il rapimento di Will, avvenuto nel primo episodio del 2016, era stato sempre raccontato come un incontro casuale con il Demogorgone. Ma i fan non hanno mai smesso di domandarsi: perché proprio lui? In quella stessa notte, anche Dustin e Lucas tornavano a casa, e nulla lasciava credere che Will fosse più vulnerabile degli altri bambini di Hawkins.

La quinta stagione affronta di petto la domanda. E lo fa senza puntare sui mostri, ma sul legame psicologico che unisce Will ed Henry Creel fin dall’inizio. Quando Vecna e Will si ritrovano faccia a faccia nell’episodio 4, l’antagonista svela un frammento di verità: secondo lui, i bambini sono i “vasi perfetti”, capaci di spezzarsi nel modo giusto. E Will, con la sua sensibilità e il suo sentirsi fuori posto, lo sarebbe stato più di tutti. Non è una giustificazione completa, certo, ma è la prima tessera concreta di un puzzle lasciato aperto per anni.

La stagione suggerisce con forza che Will non sia mai stato una vittima casuale, ma un ragazzo segnato sin dall’inizio. Il fatto che fosse stato un ospite del Mind Flayer nella seconda stagione e che avesse mantenuto una connessione psichica con il Sottosopra torna ora al centro della trama.

Vecna parla di lui non come una semplice preda, ma come un’estensione del proprio potere. Un potere che, negli anni, potrebbe aver continuato a crescere silenziosamente attraverso Will stesso. Così,  una frase dell’antagonista – quella del flashback dell’episodio 1 – assume ora un peso enorme:
«Faremo cose meravigliose insieme, William».

La quinta stagione riporta in auge una delle teorie più discusse e inquietanti della fanbase: è stato davvero il Demogorgone ad aprire la porta dei Byers? Gli autori hanno recentemente confermato che le creature del Sottosopra non possiedono poteri telepatici, e questo restringe le possibilità: la porta è stata aperta da qualcuno con facoltà psichiche. Che, nell’universo di Stranger Things, significa solo due nomi: Undici o Vecna.

Il sospetto che la bambina, appena fuggita dal laboratorio, possa aver guidato per errore (o per paura) il mostro verso Will è una teoria che ribalterebbe totalmente l’inizio della serie. Il Vol. 1 non la conferma apertamente, ma la mette in scena con una forza nuova, come se gli sceneggiatori volessero prepararci a un colpo di scena più grande. E, soprattutto, alimenta la domanda più importante: Will è stato scelto… o sacrificato?

Il Vol. 1 chiude il cerchio solo a metà. Molte delle rivelazioni arrivano per allusione, e tutto lascia intuire che la verità completa verrà svelata nel Vol. 2 (25 dicembre) e nell’episodio finale (31 dicembre).

Quel che è certo è che, per la prima volta, Stranger Things mette Will al centro della narrazione come non aveva mai fatto prima, restituendo senso a una storyline rimasta sospesa troppo a lungo.

Fonte: CBR

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