Sicuri di conoscere davvero Super Mario? La vera storia dietro alle origini e al nome del personaggio
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Sicuri di conoscere davvero Super Mario? La vera storia dietro alle origini e al nome del personaggio

Per esempio: sapete perché l'idraulico più famoso al mondo, che torna nelle sale domani con Super Mario Galaxy, porta i baffi e il cappello?

Sicuri di conoscere davvero Super Mario? La vera storia dietro alle origini e al nome del personaggio

Per esempio: sapete perché l'idraulico più famoso al mondo, che torna nelle sale domani con Super Mario Galaxy, porta i baffi e il cappello?

super mario nel film animato della universal e illumination

Super Mario sta per tornare al cinema e, ancora una volta, si prepara a riconquistare il grande pubblico con la forza di un personaggio che ha attraversato intere generazioni. È uno dei volti più riconoscibili del mondo dell’intrattenimento, ben oltre i confini dei videogiochi, eppure la vera origine dell’idraulico coi baffi non è così nota come si potrebbe pensare. Prima di diventare l’eroe del Regno dei Funghi, il personaggio era infatti una figura molto diversa, nata in un contesto tecnico e creativo lontanissimo dall’immaginario colorato e avventuroso con cui lo associamo oggi. La sua storia, proprio per questo, è ancora più interessante: racconta non soltanto la nascita di un personaggio, ma anche il modo in cui Nintendo ha trasformato un semplice protagonista da arcade in una delle icone più importanti della cultura pop mondiale.

Da Jumpman a Super Mario

Le origini di Super Mario risalgono al 1981, anno in cui il personaggio compare per la prima volta nel videogioco Donkey Kong. In quel momento, però, non si chiama ancora Mario. Nella sua forma iniziale è conosciuto soprattutto come Jumpman, nome che descrive in modo essenziale la sua funzione nel gioco: saltare ostacoli, superare barili e farsi strada verso la cima del livello per salvare la ragazza rapita dal gorilla. Nintendo riconosce Donkey Kong come il debutto ufficiale del personaggio, ma è importante ricordare che in questa fase Mario non ha ancora una vera identità autonoma come la intendiamo oggi. È piuttosto il risultato di una necessità progettuale, un protagonista creato per essere immediato, leggibile e adatto a un arcade in cui tutto doveva comunicare con grande rapidità.

A rendere subito memorabile Jumpman fu anche il modo in cui venne disegnato. Shigeru Miyamoto ha spiegato più volte che molti dei tratti più celebri del personaggio nacquero da limiti tecnici, non da un piano estetico elaborato in partenza. Su una grafica minuscola, costruita su pochi pixel, era difficile rappresentare un volto espressivo o animare dettagli complessi. Per questo Mario ricevette i baffi, utili a definire il viso senza dover disegnare chiaramente la bocca, e un cappello, che evitava il problema di rendere i capelli in movimento. Anche la salopette aveva una funzione molto pratica: separare visivamente il busto dalle braccia e rendere più leggibili i movimenti del personaggio durante l’azione. Persino i guanti bianchi vennero introdotti per far risaltare meglio le mani. In altre parole, l’aspetto di Super Mario nasce da esigenze tecniche molto concrete, e proprio da queste limitazioni è emerso uno dei design più famosi di sempre.

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La vera storia dietro al suo nome

C’è poi un dettaglio che oggi sorprende molti fan: all’inizio Mario non era un idraulico. In Donkey Kong, infatti, era pensato come un carpentiere. La scelta dipendeva direttamente dall’ambientazione del gioco, costruita come un cantiere pieno di impalcature, travi e materiali da lavoro. Solo con Mario Bros. del 1983 il personaggio assume la professione che lo renderà celebre, quella di plumber, cioè idraulico. Anche in questo caso il cambiamento fu legato al contesto: il gioco era ambientato tra tubi e passaggi sotterranei, e la nuova professione sembrò la più naturale. Ma dietro questa trasformazione c’era anche qualcosa di più profondo: Nintendo stava definendo un protagonista semplice, quotidiano, vicino alla gente, un personaggio che non apparisse come una figura irraggiungibile ma come una presenza quasi familiare.

Donkey Kong e Jumpman (1981)

Donkey Kong e Jumpman (1981)

Prima di diventare definitivamente Mario, il personaggio attraversò anche una fase piuttosto curiosa sul piano del nome. Oltre a Jumpman, Miyamoto ha ricordato che nei primi ragionamenti interni lo vedeva quasi come una figura ricorrente, un volto da riutilizzare in più giochi, tanto da pensare anche a nomi come Mr. Video. In altre testimonianze compare persino il soprannome Ossan, che in giapponese indica grossomodo un uomo di mezza età. 

La storia del nome Mario è forse l’aneddoto più famoso legato al personaggio, ma anche qui conviene separare i fatti certi dai dettagli romanzati che si sono accumulati nel tempo. Il punto fermo è che il nome deriva da Mario Segale, imprenditore immobiliare che aveva rapporti con Nintendo of America. Questa origine è stata confermata e ripresa nel corso degli anni da più fonti attendibili. Meno stabile è invece la ricostruzione precisa dell’episodio che portò gli uffici americani di Nintendo a scegliere quel nome: la versione più diffusa racconta di una visita di Segale per questioni legate all’affitto, ma i particolari della scena cambiano da racconto a racconto. Quello che conta davvero, però, è il risultato: da quel momento Jumpman diventò Mario, e con questo nome iniziò il percorso che lo avrebbe portato a diventare il simbolo assoluto di Nintendo.

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Il successo dei giochi e del film

La nascita di Super Mario, insomma, appartiene a una fase molto particolare della storia Nintendo. Donkey Kong arriva infatti in un periodo in cui l’azienda cerca un successo capace di imporsi nel mercato arcade internazionale, e il gioco riflette già una struttura narrativa molto chiara, con un eroe, un antagonista e una donna da salvare. Nel corso di oltre quarant’anni, Super Mario è diventato però molto più di un semplice protagonista di videogiochi. Dopo l’esplosione di Super Mario Bros. nel 1985, il personaggio ha guidato una delle serie più influenti e riconoscibili di sempre, capace di rinnovarsi continuamente tra platform 2D e 3D, spin-off sportivi, party game e avventure che hanno accompagnato praticamente ogni epoca Nintendo. Ancora oggi la casa di Kyoto presenta Mario come il centro di un universo vastissimo, fatto di giochi, personaggi e mondi che continuano a essere rilanciati anche in occasione del 40° anniversario della serie. Questa longevità spiega perché il ritorno di Super Mario al cinema non venga percepito come un semplice evento nostalgico, ma come il naturale proseguimento di un fenomeno globale che non ha mai davvero smesso di parlare a pubblici diversi.

A confermarlo è stato anche il successo del primo film, The Super Mario Bros. Movie, che nel 2023 si è imposto come uno dei maggiori incassi dell’anno a livello mondiale, superando 1,36 miliardi di dollari al box office globale secondo Box Office Mojo. Ora l’attenzione si sposta su The Super Mario Galaxy Movie, in arrivo nelle sale italiane il 1 aprile 2026: la sinossi ufficiale racconta che Mario e Luigi, mentre aiutano la Principessa Peach e cercano di rimettere sulla retta via un Bowser rimpicciolito e imprigionato, incontrano Yoshi. Sarà però la festa di compleanno di Peach a dare il via alla vera avventura, trascinando i due fratelli nello spazio per fermare i piani di Bowser Jr. e salvare Rosalina. È proprio questo passaggio a segnare la nuova ambizione del franchise al cinema: dopo aver conquistato il pubblico con il Regno dei Funghi, Super Mario punta ora ad allargare il proprio immaginario alla dimensione cosmica che i fan conoscono bene dai videogiochi.

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