Nonostante siano passati più di dieci anni dalla sua uscita, Man of Steel di Zack Snyder continua a dividere pubblico e critica. Tra le varie scelte narrative che hanno generato discussioni – dal tono cupo al Superman che uccide – una scena in particolare resta uno dei punti più controversi: la morte di Jonathan Kent, interpretato da Kevin Costner, che chiede al figlio Clark di non salvarlo durante un tornado, per proteggere il suo segreto. Ora, a sorpresa, è Superman stesso – o meglio, la nuova serie a fumetti scritta da Mark Waid – a cercare di offrire una chiave di lettura più profonda di quel momento, rendendolo più comprensibile (e forse più accettabile) agli occhi del pubblico.
Nel nuovo Action Comics #1087, scritto da Waid e disegnato da Skylar Patridge, DC Comics torna a raccontare le origini dell’Uomo d’Acciaio. La storia si colloca proprio nel periodo giovanile di Clark Kent, quando inizia a esplorare il proprio ruolo nel mondo. In questo contesto, Waid recupera il cuore emotivo di quella scena del tornado in Man of Steel, ma lo rielabora senza replicarla.
Anziché sacrificarsi, in questa versione Jonathan Kent resta in vita e dà il suo esplicito consenso al figlio per mostrarsi al mondo.Il nodo narrativo resta lo stesso: il rapporto tra padre e figlio, tra istinto e obbedienza, tra paura e fiducia. Waid non è nuovo a Superman, e in passato aveva già espresso un giudizio sorprendentemente positivo su quella scena tanto discussa. «Credo vi sorprenderei dicendo che ho adorato tutto di Jonathan Kent. Ho adorato la sua protezione, anche quando lo faceva sembrare uno str***o (‘Forse.’). E ho adorato, adorato, adorato quella scena in cui Clark non lo salva, perché Goyer ha fatto qualcosa di magico – ha unito due momenti che, presi singolarmente, avrei odiato, trasformandoli in qualcosa di straordinario» ha detto.
L’autore aggiunge anche: «Fuori contesto, avrei odiato che Clark dicesse ‘Non sei il mio vero padre’… Avrei odiato che Clark restasse immobile mentre il tornado uccideva Jonathan. Ma ha funzionato perché Clark aveva appena detto ‘Non sei mio padre’, le ultime parole vere che gli ha rivolto. Clark, in lacrime, che va contro ogni suo istinto perché deve dimostrare a suo padre che si fida di lui, che ha imparato qualcosa, che lo ama – per me ha funzionato tantissimo. È stata una scelta narrativa molto coraggiosa… Avrei voluto scriverla io, quella scena».
Nel nuovo albo, Clark guarda ancora una volta suo padre in cerca di approvazione. La differenza è che questa volta Jonathan è lì per rispondere. E proprio questo gesto rafforza il valore della scena originale, anziché contraddirla. Waid non “aggiusta” la scena del film: ne sottolinea la forza emotiva, e la rielabora per aiutare i lettori a comprenderne il senso profondo. Un richiamo importante, ora che il personaggio di Superman sta per tornare al cinema in una nuova versione proposta da James Gunn, in uscita nelle sale italiane il 9 luglio 2025.
Cosa ne pensate? Quella scena di Man of Steel vi è piaciuta? Avevate colto questo livello di significato? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.
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