Supernatural, il trattamento riservato a questo show continua a bruciarci anche dopo due anni
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Supernatural, il trattamento riservato a questo show continua a bruciarci anche dopo due anni

Quindici stagioni non bastano a spegnere l’amore del pubblico, ma il tentativo di continuare la magia si è infranto prima di sbocciare

Supernatural, il trattamento riservato a questo show continua a bruciarci anche dopo due anni

Quindici stagioni non bastano a spegnere l’amore del pubblico, ma il tentativo di continuare la magia si è infranto prima di sbocciare

ci brucia ancora la cancellazione dello spin-off di supernatural

Ci sono serie che non finiscono davvero quando scorrono gli ultimissimi titoli di coda e Supernatural è una di queste. Per quindici stagioni, Sam e Dean Winchester hanno costruito una comunità di spettatori fedeli, che ancora oggi discutono teorie, rivedono episodi e mantengono vivo un mondo fatto di legami familiari, strade infinite e mostri che incarnano paure profonde. Proprio per questo, l’idea di espandere quell’universo sembrava naturale: nuove storie, nuove sfumature di un mito amatissimo. Eppure, a cinque anni dalla sua fine, resta la sensazione che l’eredità di Supernatural non sia stata onorata davvero.

Il tentativo più concreto di proseguire la saga è arrivato con The Winchesters, andato in onda nell’ottobre 2022. Sulla carta, un progetto intrigante: raccontare la giovinezza di John e Mary Winchester, genitori di Sam e Dean, e svelare come due figure chiave siano diventate le basi della famiglia di cacciatori più famosa della tv. A supervisionare il tutto c’era persino Jensen Ackles, volto di Dean e produttore esecutivo, che ha prestato la voce come narratore. Ma l’entusiasmo iniziale non è bastato: dopo una sola stagione, The CW ne ha decretato la cancellazione.

I motivi sono diversi. Molti fan, fin dal debutto, hanno percepito lo spin-off come un’operazione forzata, più interessata a capitalizzare la nostalgia che a sviluppare una storia organica. The Winchesters sceglieva un tono differente, con un’estetica gotica e rétro, lontana dall’iconico road trip americano dei fratelli Winchester. Niente Chevrolet Impala e classic rock: al loro posto rituali a lume di candela, atmosfere cupe e demoni davvero spaventosi, come nelle prime stagioni della serie madre. Un cambio di rotta che, pur affascinante, ha spiazzato parte del pubblico.

Eppure, guardando oggi la serie con maggiore distacco, si notano meriti che all’epoca passarono inosservati. The Winchesters recuperava la struttura “mostro della settimana”, arricchendola di nuove creature e di una trama orizzontale che intrecciava le origini di John e Mary. Approfondiva la figura di John come reduce segnato dalla guerra e quella di Mary come cacciatrice determinata, leader del gruppo di giovani protagonisti. E, soprattutto, osava riscrivere alcuni dettagli della lore di Supernatural, senza tradirne lo spirito ma tentando di aggiungere complessità emotiva ai genitori di Sam e Dean.

Il problema è che la serie non ha avuto il tempo di conquistare il pubblico. Interrotta bruscamente, è stata liquidata come un fallimento commerciale, mentre avrebbe potuto crescere episodio dopo episodio. Oggi, a sorpresa, The Winchesters è tornata a farsi notare nelle classifiche streaming, segno che la curiosità non è mai svanita. Forse questo è ciò che brucia di più ai fan: non che si sia provato a continuare Supernatural, ma che non gli sia stata data una vera occasione di evolvere e sorprendere. A due anni di distanza, la ferita resta aperta.

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