Sydney Sweeney è finita al centro di una bufera mediatica dopo essere diventata volto della nuova campagna pubblicitaria autunnale di American Eagle. L’attrice, nota per le sue interpretazioni in Euphoria e The White Lotus, è protagonista dello slogan “Sydney Sweeney Has Great Jeans” — gioco di parole tra jeans (i pantaloni) e genes (i geni) — che ha acceso un acceso dibattito sui social e nel mondo dell’opinione pubblica statunitense.
Tutto è nato da alcuni contenuti video in cui la 27enne, bionda e con occhi azzurri, appare davanti a un cartellone con la scritta “Sydney Sweeney has great genes”. Nella clip, la parola genes viene poi barrata e sostituita con jeans. In un’altra sequenza, Sweeney spiega con tono didattico: «I geni si trasmettono dai genitori ai figli, determinando spesso tratti come il colore dei capelli, la personalità e persino il colore degli occhi. I miei jeans sono blu». Potete vederlo qui di seguito.
La campagna ha immediatamente polarizzato l’opinione pubblica. Molti utenti e commentatori hanno accusato American Eagle di aver lanciato un messaggio ambiguo e pericoloso, associando l’estetica della campagna — che celebra una donna bianca, bionda e con occhi azzurri — a concetti storicamente legati alla supremazia bianca e all’eugenetica. Tra i commenti più duri si leggono espressioni come “propaganda nazista” e “messaggio in codice per i conservatori”, fino all’accusa di voler “normalizzare la superiorità genetica”.
Alcuni critici, come Marcus Collins della Ross School of Business dell’Università del Michigan, hanno sottolineato che il messaggio avrebbe potuto essere più inclusivo se avesse coinvolto persone di diverse etnie nel gioco di parole. «Si può dire che si tratti di ignoranza, pigrizia o scelta deliberata. In ogni caso, nessuna di queste ipotesi è positiva», ha dichiarato.
Non mancano voci in difesa dell’attrice e del marchio. Personalità come Megyn Kelly hanno accusato la sinistra americana di “crisi isterica” e di voler travisare una pubblicità leggera e ironica per fini ideologici. «Una splendida ragazza bianca, bionda e con gli occhi azzurri ha ottenuto mille volte più visibilità per i suoi ‘bei geni’. E questo fa impazzire i liberal», ha scritto su X l’ex conduttrice Fox News. Altri analisti del marketing, pur riconoscendo la natura divisiva della campagna, hanno osservato che la strategia non si discosta molto da operazioni provocatorie del passato, come quella di Calvin Klein negli anni ’80 con Brooke Shields.
American Eagle, da parte sua, non ha commentato ufficialmente le polemiche. L’azienda ha però ribadito l’impegno sociale del progetto: il modello “Sydney Jean”, lanciato insieme alla campagna, devolverà il 100% del ricavato a Crisis Text Line, un’organizzazione che fornisce supporto psicologico 24/7. Nel frattempo, la discussione continua a dividere: simbolo di un ritorno al marketing provocatorio per alcuni, esempio di regressione culturale e over-wokeness per altri. Voi come la pensate?
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Foto: Rich Polk/Getty Images for MTV
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