«Girare un corto è una delle poche possibilità che un esordiente ha per mettersi alla prova. Per questo ho accettato di lavorare con Talenti in Corto: è un unicum, un’eccezione meritevole che spero possa diventare la regola». E se lo dice uno che è stato scelto da Woody Allen per un ruolo da protagonista c’è da credergli. Lui è Alessandro Tiberi, stella di Boris, e l’“unicum” di cui parla è Talenti in corto, concorso per filmmaker nato nel 2009 dall’incontro tra Gratta e Vinci e il premio Solinas e che vi abbiamo presentato un mese fa; una vetrina di giovani promesse, ma anche una palestra, l’occasione per mettersi alla prova con una produzione vera e (perché no?) per confrontarsi con chi questo mestiere lo fa da sempre. Tiberi, infatti, è protagonista di Zinì e Amì di Pierluca Di Pasquale, ovvero uno dei tre cortometraggi vincitori dell’edizione 2012.

E il fu stagista di Boris non è l’unico grande nome del nostro cinema che ha accettato di lavorare per Talenti in corto: Il ritorno di Haircut di Nicolò Lombardi e Filippo Saibene vede come protagonista unico Niccolò Senni, mentre nel corto di Lisa Riccardi, al momento ancora senza titolo, fa la sua comparsa Ninni Bruschetta. Noi li abbiamo intervistati, per chiedere loro com’è stato lavorare con degli esordienti, per avere un parere sul futuro del cinema italiano e dei suoi giovani talenti.

Leggi l’intervista ad Alessandro Tiberi

Leggi l’intervista a Ninni Bruschetta

Leggi l’intervista a Niccolò Senni

Per avere tutte le informazioni su Talenti in Corto potete visitare il sito ufficiale del concorso www.talentiincorto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA