è stata presentata oggi a Roma dall’onorevole Andrea Colasio (Margherita) e dalla senatrice Vittoria Franco (Ds) la proposta di legge per il cinema e l’audiovisivo depositata in Parlamento dall’Unione. Diversi i punti del testo evidenziati dalla Franco: «Questa proposta è frutto di una lunga indagine conoscitiva: i principi ispiratori della riforma sono il ruolo dello Stato nella cultura, la trasparenza, l’autonomia del settore e la qualità, il sostegno per favorire le opere di interesse culturale, le opere prime e seconde e le imprese indipendenti». La riforma prevede infatti la costituzione di un Centro nazionale per il cinema e l’audiovisivo, che riunisce Cinecittà Holding e la Direzione Cinema del Ministero per I Beni Culturali e il Centro sperimentale di cinematografia. Il centro sarà un nuovo organismo che gestirà tutti gli interventi pubblici nel settore dell’audiovisivo e diventerà responsabile del Fondo per il finanziamento del cinema e dell’audiovisivo. «Alla base della riforma – ha dichiarato Colasio – c’è il desiderio di creare un’industria culturale e un mercato dove il cinema nazionale ha più spazio. Nel Fondo confluiranno le risorse del vecchio Fus destinate al cinema, ma anche le nuove risorse che provengono dalla tassa di scopo su tutti gli operatori della filiera che utilizzano l’audiovisivo e il cinema.» Per creare maggiore spazio al cinema nazionale ed europeo le emittenti televisive sono obbligate non solo ad investire il 10 % del fatturato ma anche a programmare nella produzione e nell’acquisto di film. Obbligo che sale al 15 % per l’emittente pubblica. Nella parte finale della legge sono previsti incentivi per la distribuzione e l’esercizio cinematografico.

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