Una formidabile Kate Winslet in un film che si fa apprezzare nonostante (o forse anche grazie) un’anima non ben definita. Una dramedy dai tratti grotteschi, un revenge movie (“I’m back, you bastards”) sul riscatto di una brillante stilista dall’accusa di aver ucciso un compagno d’infanzia.

Il film è ambientato nella fittizia cittadina australiana di Dungatar, popolata di individui ottusi, bigotti e poco socievoli; sono pochi i personaggi che si schierano a fianco della protagonista Tilly Dunnage, tra questi Teddy, giovane uomo dall’animo puro e sincero interpretato da Liam Hemsworth e il sergente Farrat, uno spassosissimo Hugo Weaving nei panni di un poliziotto col debole per i boa piumati.

Gli abiti, curati da Marion Boyce sono un elemento essenziale nell’evolversi della narrazione: oltre a enfatizzare il carattere di determinati personaggi, in questo film sono finemente utilizzati come ulteriore mezzo espressivo.

La vicenda, tratta dal romanzo d’esordio di Rosalie Ham è stata portata sullo schermo dalla regista Jocelyn Moorhouse rispettando quel sottile intreccio tra commedia e tragedia che è il nodo essenziale della storia; eccentrico, ironico e graffiante, risulta un po’ debole nel riuscire a far muovere tutti (forse troppi) gli ingranaggi.


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