Il protagonista di The Amazing Spider-Man, Andrew Garfield, ha detto la sua sul reboot in 3D nativo dell’Uomo Ragno, svelando nuovi retroscena sulla lavorazione del film. «Ho fatto pratica baciandomi la mano, le braccia e allo specchio. Speravo solo di potermi ricordare come baciare al momento giusto e di non apparire ridicolo». Con queste parole Garfield non nasconde, naturalmente con “ironia”, le sue “sessioni di allenamento” per prepararsi a quel fatidico momento: il bacio con Gwen Stacy/Emma Stone. Una preparazione che a quanto pare sembra aver funzionato, visto che ora i due attori stanno realmente insieme (guarda le foto delle loro effusioni fuori dal set). E riguardo alla personalità di Peter Parker, aka Spider-Man, Garfield racconta la sua immedesimazione nel personaggio: «Ho provato ad affrontare Peter in quanto orfano. Penso che gli orfani siano le persone più forti al mondo. La quantità di difficoltà che hanno dovuto affrontare è incredibile. Ho provato a capire cosa significhi sentirsi emarginati, avere dubbi e una forte confusione nella testa».
Infine gli stunt, riguardo ai quali l’attore non ha nascosto le difficoltà incontrate: «Avevamo un grande team di stunt guidato da Andy Armstrong, che sapeva esattamente cosa fare. Io non avevo mai fatto nulla di simile e ho dovuto imparare tutto da zero. Mi sono divertito ogni secondo – beh, forse non proprio ogni secondo (ride) – ma la maggior parte del tempo sì, anche se si è trattato di un lavoro molto faticoso». E quando Garfield viene interrogato sulla differenza tra la sua performance e quella di Tobey Maguire, l’attore rivela una diplomazia a dir poco “ragnesca”: «Non potrei mai fare un paragone!».
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