Nel corso della sua lunga storia cinematografica, Batman è stato reinterpretato in molti modi diversi. Dal tono più colorato e camp degli anni Sessanta alle atmosfere gotiche di Tim Burton, fino al realismo cupo della trilogia di Christopher Nolan e al noir urbano costruito da Matt Reeves, ogni versione del Cavaliere Oscuro ha ridefinito il personaggio in base alla sensibilità del proprio tempo. Lo stesso vale per il Joker, il suo nemico più famoso, che al cinema ha assunto volti e identità molto diverse tra loro.
Eppure, nonostante la centralità del Principe Pagliaccio del Crimine nell’immaginario di Batman, esiste una curiosa tradizione che i film live-action dedicati al Cavaliere Oscuro non hanno mai davvero infranto: il Joker non è mai apparso vivo in due film consecutivi incentrati su Batman. Una regola non scritta, più che una scelta dichiarata, ma rimasta valida per decenni. Ed è proprio qui che The Batman 2 potrebbe trovarsi davanti a una decisione significativa: rispettare questa tradizione oppure romperla definitivamente con il ritorno del Joker interpretato da Barry Keoghan.
Il personaggio è stato introdotto nell’universo di Matt Reeves già nel primo The Batman, anche se in modo molto contenuto. Nel film con Robert Pattinson, il Joker compare brevemente ad Arkham, suggerendo l’esistenza di una minaccia già presente nella Gotham immaginata dal regista. Una scena eliminata, poi diffusa online, ha permesso di vedere meglio la versione di Keoghan, confermando quanto il personaggio fosse stato pensato come parte integrante di questo mondo narrativo, anche senza diventare subito il centro della storia. Se dovesse tornare nel sequel, The Batman 2 finirebbe quindi per rompere una tradizione che, al momento dell’uscita del film, durerà da oltre sessant’anni.
Guardando indietro, il dato è sorprendente. Il Joker di Cesar Romero, apparso nel Batman del 1966, non ebbe modo di tornare in un sequel cinematografico. Quello di Jack Nicholson, protagonista del Batman diretto da Tim Burton nel 1989, moriva alla fine del film, restando quindi escluso dai capitoli successivi se non attraverso il peso della sua eredità. Anche la versione di Heath Ledger sopravviveva agli eventi de Il cavaliere oscuro, ma la sua storia non proseguiva in Il cavaliere oscuro – Il ritorno, dove Nolan preferì chiudere la trilogia senza riportare in scena il personaggio.
Il caso è ancora più interessante se si pensa a quanto il Joker sia legato a Batman. Nei fumetti, nei videogiochi e nelle serie animate, il loro rapporto è spesso costruito come una rivalità quasi eterna: due forze opposte, destinate a scontrarsi più volte, con Gotham come campo di battaglia morale e simbolico. Al cinema, invece, questa continuità non si è mai davvero concretizzata nei film live-action centrati su Batman. Ogni Joker è stato, di fatto, un evento isolato: una presenza fortissima, spesso memorabile, ma raramente destinata a restare all’interno dello stesso arco narrativo.
Diverso è il discorso per altri progetti DC non strettamente costruiti attorno a Batman come protagonista. Il Joker ha avuto più spazio in contesti differenti, dalla duologia dedicata al personaggio alle apparizioni nell’universo DCEU. Ma nei film su Batman la tradizione è rimasta intatta. Proprio per questo, l’eventuale ritorno di Barry Keoghan in The Batman 2 avrebbe un valore particolare: non sarebbe soltanto un’altra apparizione del villain, ma un modo per modificare una dinamica storica del franchise.
Questo non significa, però, che il Joker debba necessariamente diventare il villain principale del sequel. Anzi, una delle scelte più interessanti per l’universo di Matt Reeves potrebbe essere proprio quella di evitare una centralità eccessiva del personaggio. Dopo decenni di adattamenti, il Joker è uno dei villain più sfruttati del panorama cinecomic, e The Batman ha già dimostrato di poter funzionare molto bene concentrandosi su figure diverse, come l’Enigmista, e su una Gotham corrotta, malata, stratificata, dove il male non è incarnato da un solo antagonista ma da un sistema intero.
In questo senso, The Batman 2 potrebbe trovare una via intermedia. Il Joker potrebbe tornare senza dominare la trama, comparendo magari in poche scene, come una presenza sotterranea e inquietante. Una figura già conosciuta da Batman, chiusa ad Arkham ma non per questo neutralizzata, capace di ricordare allo spettatore che Gotham è un organismo più grande della singola storia raccontata dal film. Sarebbe un modo per rafforzare il senso di continuità dell’universo di Reeves senza trasformare il sequel nell’ennesimo confronto frontale tra Batman e il suo nemico più celebre.
Uno degli aspetti più riusciti di The Batman, infatti, è proprio la sensazione di trovarsi davanti a una città già viva prima dell’inizio del film. Gotham non sembra nascere insieme alla trama: esiste, respira, marcisce da anni. I suoi personaggi portano con sé storie pregresse, ferite aperte, rapporti non del tutto spiegati. Anche la serie The Penguin ha contribuito ad ampliare questa impressione, mostrando un mondo criminale complesso, attraversato da ambizioni, alleanze e rivalità che vanno oltre la figura di Batman. In un contesto del genere, il Joker potrebbe funzionare non come unico grande nemico, ma come uno dei tanti segni della malattia di Gotham.
La scelta, quindi, è delicata. Da un lato, riportare il Joker potrebbe rischiare di oscurare altri villain e di spostare l’attenzione su un personaggio che il pubblico conosce già molto bene. Dall’altro, ignorarlo del tutto dopo averlo introdotto nel primo film potrebbe sembrare una promessa lasciata in sospeso. La soluzione più efficace potrebbe essere quella di usarlo con misura, lasciandolo ai margini ma rendendolo comunque parte del tessuto narrativo della saga.
In questo modo, The Batman 2 potrebbe rompere la tradizione senza cadere nella ripetizione. Non servirebbe costruire un film interamente attorno al Joker, né trasformarlo subito nel grande antagonista del sequel. Basterebbe farlo esistere dentro il racconto: una minaccia latente, un riflesso distorto di Batman, una presenza capace di suggerire che il loro scontro non è un evento isolato ma qualcosa destinato a durare nel tempo.
Per questo, il possibile ritorno del Joker di Barry Keoghan sarebbe più importante di quanto possa sembrare. Non riguarderebbe soltanto il futuro di un personaggio iconico, ma anche il modo in cui la saga di Matt Reeves vuole costruire la propria identità. Se The Batman 2 decidesse di infrangere questa tradizione, potrebbe segnare un piccolo ma significativo cambiamento nella storia cinematografica del Cavaliere Oscuro: raccontare finalmente un Joker che non compare come parentesi isolata, ma come parte stabile, inquietante e imprevedibile di Gotham.
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