The Batman 2, i fan sono convinti di aver capito chi sarà il nuovo villain scelto da Matt Reeves
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The Batman 2, i fan sono convinti di aver capito chi sarà il nuovo villain scelto da Matt Reeves

Il nuovo capitolo diretto da Matt Reeves promette di scavare nel passato di Bruce Wayne come mai prima d’ora, e un dettaglio ha scatenato una teoria che sta incendiando il web

The Batman 2, i fan sono convinti di aver capito chi sarà il nuovo villain scelto da Matt Reeves

Il nuovo capitolo diretto da Matt Reeves promette di scavare nel passato di Bruce Wayne come mai prima d’ora, e un dettaglio ha scatenato una teoria che sta incendiando il web

Robert Pattinson in The Batman

Il sequel tanto atteso di The Batman è ancora lontano, ma l’enigma sul nuovo antagonista tiene i fan in costante allerta. Matt Reeves, che con il primo capitolo ha ridefinito l’immaginario noir dell’eroe di Gotham, ha iniziato a disseminare piccoli indizi che molti stanno cercando di decifrare come veri detective. E tra le teorie più accreditate, una in particolare sembra aver convinto gran parte del pubblico: alcuni sono certi di aver scoperto chi sarà il nuovo villain del film.

Ma è una seconda frase ad aver acceso le speculazioni: «La scelta del cattivo giusto è stata guidata dal desiderio di scavare nel passato di Bruce, nella sua vita, e capire cosa significa davvero per lui essere Batman. Non posso dire dove siamo arrivati, ma siamo molto entusiasti. Posso solo dire che è un villain mai visto prima in un film».

Parole che bastano a escludere quasi tutti i grandi nomi già apparsi al cinema – dal Joker a Bane, fino a Mr. Freeze o all’Enigmista – e che spingono a immaginare una nuova minaccia, forse mai esplorata sul grande schermo.

Sul web si moltiplicano le ipotesi. La più condivisa è quella che vede Hush, alias Thomas Elliot, come principale indiziato: un ex amico d’infanzia di Bruce Wayne, diventato suo oscuro riflesso. La storia, pubblicata nei fumetti nei primi anni Duemila, si intreccia perfettamente con il tema del passato e con il conflitto tra identità e maschera che Reeves sembra voler approfondire.

Altri scommettono su Simon Hurt, un personaggio misterioso e inquietante introdotto nei fumetti di Grant Morrison, legato a elementi più sovrannaturali e alla psiche disturbata di Bruce. Una figura che potrebbe aggiungere una dimensione quasi demoniaca al mondo iperrealista costruito nel primo film.

C’è anche chi avanza ipotesi più simboliche: il vero “nemico” potrebbe non essere una figura esterna, ma una proiezione mentale dello stesso Batman — un riflesso della sua colpa e delle sue paure. Reeves, del resto, ha dichiarato di essersi ispirato per il sequel non solo ai classici crime degli anni Settanta, ma anche a film dell’orrore come Rosemary’s Baby o L’esorcista, opere dove il male nasce dall’interno, non dall’esterno.

Reeves ha più volte ribadito che The Batman – Part II esplorerà «il prezzo emotivo di essere Bruce Wayne». Dopo aver costruito il simbolo, il sequel potrebbe mostrare le crepe dell’uomo, il suo rapporto con il dolore e la rabbia. Per questo, scegliere un antagonista che affondi le radici nel passato del protagonista — o che lo metta di fronte ai suoi demoni interiori — appare perfettamente coerente con la direzione del regista.

Con ogni nuovo indizio, cresce anche la pressione. Da un lato ci sono i fan che vorrebbero il ritorno di figure iconiche come la Corte dei Gufi; dall’altro chi spera in una svolta radicale, in un nemico mai visto prima, capace di rinnovare il mito. Qualunque sia la verità, Reeves ha promesso qualcosa di mai fatto al cinema — e questo basta per trasformare l’attesa in un enigma degno del Cavaliere Oscuro.

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